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Apertura anno giudiziario 2013 – Interventi di E. Lupo e G. Alpa

Apertura anno giudiziario 2013 – Riflessioni del Presidente Lupo

Questa mattina, il Primo Presidente della Cassazione Ernesto Lupo, nell’Aula Magna della Cassazione, alla presenza del presidente della Repubblica e delle più alte autorità dello Stato, ha illustrato i risultati dell’amministrazione della giustizia dichiarando aperto l’anno giudiziario 2013.

I passaggi più significativi del discorso del Presidente Lupo hanno riguardato l’elevato numero di ricorsi che sommergono la Suprema Corte rappresentando quanto sia «necessario che il legislatore, anche per superare i tempi troppo lunghi dei giudizi, adotti interventi mirati all’eliminazione dell’arretrato (e in particolare di quello della cassazione civile) e affronti il problema di ridurre sensibilmente l’afflusso dei ricorsi». Solo così, conclude, «La Corte di cassazione può ben assolvere il ruolo suo proprio, che non è soltanto lo svolgimento di una funzione di giustizia, ma soprattutto l’enunciazione dei principi di diritto».

Lupi ha sempre sul numero dei ricorsi ha osservato che i «29.128 ricorsi civili e 52.342 ricorsi penali pervenuti nel 2012 rappresentano drammaticamente la realtà di una Corte di cassazione ridotta a una macchina di produzione di sentenze, che mortifica e svilisce la sua funzione di nomofilachia (una “Corte assediata”» e, sui processi civili ha precisato che la pendenza di un numero inferiore di processi era da attribuire anche alla mediazione avendo rilevato che «emerge un decremento del 4,5% della pendenza complessiva dei procedimenti civili di merito (5.388.544 al 30 giugno 2012)». È l’effetto, spiega, «della significativa diminuzione delle sopravvenienze (-3,7%) e della sostanziale tenuta del numero delle definizioni».

Circa l’eccessiva durata dei processi, il primo presidente elenca alcune indicazioni utili per lo «sfoltimento dell’abnorme numero delle attuali fattispecie penali», in particolare parla di incisivi interventi di depenalizzazione e decriminalizzazione, oltre ad operare un intervento sui «tempi di prescrizione dei reati (128.000 nel 2011)», che evidenziano quanto sia necessaria una «riforma del sistema delle impugnazioni».

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

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