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Il confine del diritto

Il confine del diritto

(di Federica Gazzelloni)

codici e leggi“Fare spazio alla naturalità delle cose significa avvicinarsi e promuovere come principio regolatore una sorta di “Laissez faire”, che trova la propria formulazione teorica nell’economia politica e il proprio luogo di espressione nel mercato” Faucault

L’analisi delle differenze di competenza istituzionale atte all’identificazione delle anomalie giuridiche e giurisdizionali, evidenziate dall’osservazione dall’alto delle procedure che caratterizzano il combinarsi di specifici eventi, permette l’identificazione della natura del diritto. 

Ricondurre la natura degli eventi al controllo della volontà e della ragione, seguendo un’impostazione del diritto in termini scientifici, evidenzia assonanze altrimenti non riconoscibili.

La tendenza accentratrice dell’assolutismo del diritto, corrisponde ad una “distinzione totale” dei confini concettuali posti dalle teorizzazioni di forme distruttive, definendo linee parallele oggetto di precise misurazioni.

L’abuso del diritto lasciato a piena discrezione di discernimento nell’applicazione del fatto sulla norma, trova espressione ed al tempo stesso giustificazione nell’espansione della dialettica tra interno ed esterno, stata essenziale nell’Europa Medievale.

La comunità internazionale documenta come un lungo percorso di tipo incrementale ed evolutivo sia legato alla direzione dell’intenzione di elaborazione sociale, attraverso una rete comunicativa di scambio.

Questa idea di comunicazione globale ha permesso, quindi, l’interagire di diverse culture sfumando i confini tra diritti e doveri, portando l’aumento dell’incertezza paradossalmente utile. 

L’artificialità nella ricostruzione di realtà che rispecchino le diversità globali, dimostra il continuo assestamento dei confini tra i limiti paralleli dei diritti esercitati. 

L’identificazione del conseguente regresso al naturale opacizza l’individuale limitazione nell’invasione della libertà dell’altro.

L’effetto della globalizzazione coinvolge un’impostazione di tipo sistematico del diritto secondo modelli cibernetici, freddi, che rigorosamente si adoperano nella valutazione dell’estrapolazione del diritto, con una sorprendente rinascita di regole giuridiche di matrice sociale.

La concessione nell’elaborazione dell’esercitazione del diritto è un passaggio dallo stato “parametrico”, ispirato al criterio dell’obbedienza, ad uno di tipo “strategico” ispirato al criterio di lotta e competizione.

Si riflette un cambiamento, della legislazione per eccellenza, di assunzione di decisioni pubbliche in ambito privato, che dissolvono i confini del diritto, assecondando atteggiamenti sociali poco inclini a conformarsi ad ordini “dall’alto”.

Quello che dovrebbe essere presupposto naturale, al tempo stesso corrispondente a dinamiche sociali sottratte al controllo del buon senso, produce reazioni ambigue tendenti all’affermazione di chiare connotazioni gerarchiche.

Nel caso di aggregazioni internazionali in ambito economico-giuridico le continue inferenze, nelle reciproche affermazioni di realtà diverse, disegnano una frammentazione del diritto in continuo assestamento, con la conseguente dispersione del diritto personale proprio.

Il conseguente effetto globale di azione penale, perde la connotazione di senso verticale, inteso come “comando legislativo”, seguendo una caratterizzazione orizzontale assolutamente di carattere privato, coinvolgendo la società nella sua parte più piccola, giungendo al paradosso che non esistano zone esenti da espressioni di inibizione decisionale che lascino il singolo individuo senza definizione di confine.Il facilitare l’accesso ad argomentazioni di tipo internazionale, che impongono obbligatoriamente la partecipazione dei privati in alcuni processi decisionali pubblici, non tiene conto delle probabilità di ripercussione nella vita privata, principalmente aggirando qualsiasi vincolo compensatorio commissionale a copertura del servizio reso, ma contrariamente esplicitando nuove forme di violazione del diritto stesso.

Un diritto di tipo “fattuale” che si riproduce in manifestazioni di multiculturalismo giuridico il cui universo si dispone sempre di più tra “fatto e diritto” con espressioni di diritto “muto” che acquista voce laddove emerge la contestazione di una nuova violazione.

References:

“Enciclopedia del Diritto”, Giuffrè editore (1958-2004), Annali IV – amministrazione S.p.A.

Tempo di non lavoro

“Democrazia, socialismo, capitalismo”, Shumpeter Milano 1977

“Locke e il diritto naturale” Torino 1963

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