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Inaugurazione anno giudiziario 2014

anno giudiziario 2014

Inaugurazione anno giudiziario 2014

Intervento di Sabelli (ANM) 

Noi non ci siamo mai opposti all’indulto, ma sottolineiamo la necessità di riforme strutturali, mentre l’indulto è un intervento di tipo emergenziale”. Lo ha affermato il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Rodolfo M. Sabelli a margine della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario. “Attraverso l’indulto – prosegue Sabelli – si può lenire in tempi brevi il problema del sovraffollamento carcerario, ma un indulto senza amnistia non risolve il problema delle pendenze. Per questo motivo, l’Anm ribadisce l’esigenza di riforme che siano in grado di prevenire e risolvere il problema sul lungo periodo”. 
Commentando la relazione del primo presidente della Cassazione, Giorgio Santacroce, Sabelli sottolinea che “la giustizia non ha messo il turbo, ma ci sono diversi segnali positivi”, aggiungendo che “il problema resta soprattutto quello del carico, delle sopravvenienze, ma noi speriamo nelle riforme, sia nel civile che nel penale. Restano criticità, ma in cantiere ci sono molti progetti positivi: l’obiettivo che dobbiamo porci è quello dell’efficienza, che nel campo della giustizia va intesa in termini di efficacia“.
Infine, rispondendo ai cronisti, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ha dichiarato la necessità di “uscire dalla logica dello scontro, dal vecchio meccanismo di azione e reazione. L’efficacia della giurisdizione è l’unica cosa che interessa ai cittadini. Insistere sui contrasti è inutile“.

Il Primo presidente della Corte di Cassazione Santacroce ha sottolineato alcuni importanti aspetti sui rapporti tra magistratura e politica ma anche sull’indulto : 

Lo stato di tensione tra magistratura e politica non accenna a spegnersi, e il suo persistere rappresenta una vera e propria spina nel cuore per noi magistrati. […] una delegittimazione gratuita e faziosa, che ha provocato una progressiva sfiducia nell’operato dei giudici e nel controllo di legalità che a essi è demandato.” 

“[…] restringere l’area delle sanzioni detentive e a contenere il ricorso alla custodia cautelare, acquisendo una maggiore consapevolezza critica della sua funzione di extrema ratio da utilizzare entro i confini più ridotti possibili.

In materia di diritti umani il primo presidente della Cassazione ha dichiarato che : “Va considerata la riforma delle riforme, cui veniamo ripetutamente sollecitati da organismi internazionali (da ultimo, dal rapporto OCSE del maggio 2013), i quali deplorano l’alta percentuale di delitti di corruzione che vengono dichiarati estinti per tale causa.

Mentre riguardo al “taglio” dei Tribunali  ha precisato che “[…] mettersi in discussione e abbandonare posizioni consolidate. Il che significa per i magistrati percorrere con convinzione la strada della responsabilità istituzionale, sentirsi sempre meno potere e sempre più servizio come vuole la Costituzione, abbandonare inammissibili protagonismi e comportamenti improntati a scarso equilibrio, assumere improprie missioni catartiche e fuorvianti smanie di bonifiche politiche e sociali.

In qualità di rappresentate istituzionale dell’Avvocatura è intervenuto anche Guido Alpa (Presidente del CNF) che ha ribadito “l’impegno dell’Avvocatura nel servizio reso ai cittadini, formalizzato in proposte concrete, ma ha anche invocato il rispetto delle garanzie di indipendenza e autonomia che all’Avvocatura riconosce la legge forense in relazione alla specificità della funzione difensiva” (Intervento integrale – Guido Alpa anno giudiziario 2014)

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