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La responsabilità civile dei magistrati è legge

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La responsabilità civile dei magistrati è legge

Da anni si parla di responsabilità civile dei magistrati ma i vari governi che negli ultimi anni si sono passati il testimone non hanno mai concretizzato niente in tal senso.
Le cose sembrano cambiate col riformista Matteo Renzi che, dalle parole è passato ai fatti, facendo approvare questa riforma alla Camera, passata a larga maggioranza e quindi diventata legge (testo è passato con 265 sì, 51 no e 63 astenuti).
Il Ministro Orlando ha parlato di un “passaggio storico” convinto che con la riforma “la giustizia sarà meno ingiusta e i cittadini saranno più tutelati” ma di cosa si tratta e perchè non piace all’Associazione Nazionale dei Magistrati?

La nuova legge riforma la legge Vassalli del 1988 (la prima che ha cercato di affrontare lo spinoso tema della responsabilità civile delle toghe) ma mantiene il principio della responsabilità indiretta ovvero sarà lo stato che risarcirà i danni della “malagiustizia” e, pertanto, il cittadino non chiamerà in causa direttamente il giudice ma citerà lo Stato che potrà rivalersi nei confronti del magistrato.

Cosa cambia rispetto alla legge Vassalli? innanzitutto viene ampliata la possibilità di fare ricorso e poi viene anche innalzata la soglia economica di rivalsa del danno (che può arrivare fino a 6 mesi di stipendio del magistrato); Infine, viene anche eliminato il filtro di ammissibilità dei ricorsi elobbligo di azione in caso di negligenza grave e travisamento del fatto e delle prove.

Rodolfo Sabelli, presidente dell’associazione magistrati, commentando la notizia, ha affermato che si tratta di “un pessimo segnale, la politica approva una legge contro i magistrati” . Per Sabelli “il pericolo è l’inversione di ruolo: chi è chiamato a giudicare diventerà il soggetto sottoposto a giudizio da parte di chi dovrebbe essere giudicato”.

La risposta del Ministro Orlando non si è fatta attendere affermando che “sarà mia cura monitorare gli effetti della riforma, che deve accompagnarne molte altre a cominciare dagli strumenti di contrasto alla corruzione“.
Inoltre, sempre rispondendo alla nota dell’ANM, il Ministro fa presente di non aver mai parlato di rivoluzione ma solo di riforma “so bene che le rivoluzioni sono altre: il termine era riferito al meccanismo procedurale che consente ai cittadini di ricorrere direttamente al giudice in caso di malagiustizia. Sarà mia cura monitorare gli effetti della riforma, che deve accompagnarne molte altre a cominciare dagli strumenti di contrasto alla corruzione

Per Orlando l’obiettivo di questa legge sarà quallo di “sanare una situazione che ci metteva in difficoltà con l’Europa e con i cittadini”. La riforma, continua il Ministro “deve accompagnarne molte altre su cui proseguiremo con la stessa determinazione, a partire da quelle che prevedono gli strumenti di contrasto alla corruzione. Respingo la contrapposizione tra diversi strumenti e non ritengo che la riforma della giustizia corrisponda con la riforma della magistratura. Mi auguro che la disponibilità a proseguire il confronto e a tener conto, come fatto finora, dei punti di vista di tutta la giurisdizione, consenta di recuperare toni più contenuti”.

E’ anche vero che qualcosa in tal senso si doveva pure fare visto che sulla materia pende una procedura d’infrazione in sede Europea in cui  l’Italia rischiava di pagare una multa di circa 37 milioni per mancata applicazione del diritto comunitario … Ormai quel che è fatto è
fatto, adesso non resta che prendere atto delle “nuove regole” e vedere come andrà a finire?

Legge – Responsabilità civile dei magistrati

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