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Legittimo il licenziamento per le assenze ingiustificate del lavoratore

licenziamento motivo oggettivo

Legittimo il licenziamento per le assenze ingiustificate del lavoratore
Corte di Cassazione – Sentenza n. 10552 del 7 maggio 2013

La Suprema Corte recentemente ha ribadito alcuni importanti principi di diritto in materia di licenziamento per assenza prolungata ed ingiustificata del lavoratore.

In particolare, gli ermellini hanno precisato che :”ove la contrattazione collettiva preveda, quale ipotesi di giusta causa di licenziamento, l’omessa o tardiva presentazione del certificato medico in caso di assenza per malattia oppure l’inadempimento di altri obblighi contrattuali specifici da parte del lavoratore, la valutazione in ordine di legittimità del licenziamento, motivato dalla ricorrenza di una di tali ipotesi, non può conseguire automaticamente dal mero riscontro che il comportamento del lavoratore integri la fattispecie tipizzata contrattualmente, ma occorre sempre che quest’ultima sia riconducibile alla nozione legale di giusta causa, tenendo conto della gravità del comportamento in concreto tenuto dal lavoratore anche sotto il profilo soggettivo della colpa e del dolo“.

In pratica, con la sentenza n. 10552 del 7 maggio 2013, Piazza Cavour ha respinto il ricorso di un lavoratore. dipendente di una ditta di pulizie, licenziato perchè si era assentato dal lavoro per 4 giorni.

Nel caso specifico la sezione lavoro della Cassazione ha dichiarato la legittimità del licenziamento perchè il lavoratore ha omesso di inviare al datore di lavoro il certificato medico attestante la malattia, rendendo così l’assenza del tutto ingiustificata.

Secondo la Cassazione “il giudice d’appello ha correttamente interpretato le norme e, con valutazione di fatto logica ed aderente alle emergenze istruttorie, come tale non censurabile in questa sede, ha verificato da un canto l’esistenza effettiva della condotta materiale (assenza dal lavoro per più di quattro giorni senza comunicare la giustificazione) e dall’altro ha approfondito anche il profilo soggettivo ed ha ravvisato, nella condotta tenuta dal lavoratore nel corso della sua assenza, un comportamento gravemente negligente, consistito nell’aver omesso di verificare la corrispondenza delle prognosi effettuate nelle due diverse certificazioni mediche acquisite (una nell’immediatezza del malore e l’altra a distanza di due giorni) ed in particolare nella non coincidenza dei termini finali tra la prima (trattenuta dal lavoratore) e la seconda inviata al datore di lavoro”.

Sempre nella sentenza si legge che rientrano negli obblighi di diligenza e correttezza fare in modo che degli eventuali e legittimi impedimenti nello svolgimento dell’attività lavorativa non comportino un pregiudizio nei confronti del datore di lavoro ad esempio inesatte e/o intempestive comunicazioni circa l’effettiva ripresa lavorativa da parte dei dipendente.

Pertanto, stando alla decisione della Corte, “è del tutto coerente la valutazione che la Corte d’appello compie circa la proporzionalità della sanzione rispetto alla condotta, non solo con riguardo allo specifico inadempimento previsto dalla norma collettiva ma, più in generale, con riferimento alla irrimediabile lesione del vincolo fiduciario e dunque alla violazione della norma generale di cui all’art. 2119 c.c.“.

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About Avv. Giuseppe Tripodi (1573 Articles)
Ideatore e fondatore di questo blog, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Palmi e all'Ilustre Colegio de Abogados de Madrid; Sono appassionato di diritto e di fotografia e il mio motto è ... " il talento non è mai stato d'ostacolo al successo... "
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