Sentenze in evidenza

Assolto Carlo Ruta dal reato di stampa clandestina. “L’informazione sul web da oggi è più libera”.

Per gli amici della rete Carlo Ruta non è certo uno sconosciuto. Tutti coloro che, per qualsiasi ragione, hanno “navigato” dentro un blog avranno sicuramente sentito parlare della storia di “Accade in Sicilia” e della vicenda giudiziaria che l’ha vista protagonista in questi anni.

Carlo Ruta, storico, giornalista e blogger, venne accusato di “stampa clandestina” perchè per il suo blog non aveva chiesto la registrazione in Tribunale della sua “testata giornalistica”.

A questo punto, prima di addentrarci nella vicenda giudiziaria di Carlo Ruta, appare il caso di fare qualche considerazione in merito al capo d’imputazione: il reato di stampa clandestina è previsto dalla legge sulla stampa, (legge n. 47 dell’8 febbraio 1948) ma è da oltre trent’anni che non porta ad una condanna. ciononostante, l’accusa del procuratore della Repubblica di Ragusa (sentitosi anche danneggiato dal blogger per alcune espressioni utilizzate sul sito) lo fece condannare nei primi due gradi di giudizio.
Nello specifico, la condanna consisteva nel pagamento di un’ammenda di 150 euro e il sequestro del blog, chiuso nel 2004.

Da qui la paura per molti Blogger di veder chiuso il proprio spazio web da un giorno all’altro.
Inevitabilmente i blogger di tutta Italia, si sono stretti intorno alla figura di Carlo Ruta in attesa che sulla questione si pronunciasse la Suprema Corte.

Circa i contenuti del Blog, in rete è opinione diffusa che la vicenda “Ruta” sia sorta a seguito della pubblicazione da parte del Blogger di documenti relativi all’assassinio del giornalista Giovanni Spampinato, ucciso a Ragusa nel 1972 a soli 22 anni.

Le inchieste portate avanti dal sito (stando alla sentenza d’appello) hanno di fatto permesso di equiparare il blog ad un tradizionale quotidiano cartaceo e, pertanto, il titolare avrebbe dovuto registrarlo presso il Tribunale competente.

Inizia così una battaglia senza esclusione di colpi, dove in gioco non è il Blog di Carlo Ruta, che è giornalista, e avrebbe potuto tranquillamente registrare il proprio sito come una testata giornalistica ma tutti gli altri Blog d’Italia, con la conseguente chiusura di molti siti (il nostro compreso).

Le sentenze di merito hanno attirato anche l’attenzione dei media, preoccupati delle conseguenze di tali decisioni riguardo alle forme di comunicazione online e, hanno contribuito a far diventare questo processo come il processo simbolo della “libertà di informazione” online evidenziando il difficile rapporto tra le regole e l’informazione in rete.

Anche l’On. Giuseppe Giulietti, relatore della norma sull’editoria del 2011, secondo quanto esposto nelle conclusioni del legale di Ruta, “avrebbe confermato che i blog non rientrano, né intendevano essere inclusi, nella nozione di prodotto editoriale e che ciò risulta evidente dalla lettura della relazione preparatoria a tale legge”.

Interessata della questione la Suprema Corte, si è espressa a favore del blogger, emettendo una sentenza che ha ribaltato le precedenti decisioni, e quantomeno rinviato la minaccia che sembrava incombere sulla Rete italiana.

I giudici di Piazza Cavour hanno annullato senza rinvio le decisioni dei gradi precedenti “perché il fatto non sussiste”: i blog non sono un prodotto editoriale e dunque non sono stampa clandestina.
Al momento il citato blog risulta “in allestimento”. L’informazione sul web da oggi è più libera, grazie.

oppure cerca un altro argomento

Hai trovato questa pagina interessante? Condividila sui Social Network

About Avv. Giuseppe Tripodi (1573 Articles)
Ideatore e fondatore di questo blog, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Palmi e all'Ilustre Colegio de Abogados de Madrid; Sono appassionato di diritto e di fotografia e il mio motto è ... " il talento non è mai stato d'ostacolo al successo... "
Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...
Invia un articolo