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Cassazione, linea dura in tema di detenzione stupefacenti

Cassazione, linea dura in tema di detenzione stupefacenti
Corte di Cassazione – Sentenza n. 4560 del 30 gennaio 2013

La Corte di Cassazione non smette mai di stupirci.
Qualche giorno fa sul web la notizia più cliccata riguardava una decisione presa in materia di uso di gruppo di sostanze stupefacenti e, ciò che in particolare suscitava l’interesse dei lettori stava proprio nel fatto che le Sezioni Unite si erano espresse affermando la cosa come penalmente irrilevante.

Ancora non sono state depositate le motivazioni della succitata sentenza e già vi è un cambiamento di rotta almeno riguardo alla linea da seguire in materia.
Infatti, con la sentenza n. 4560 del 30 gennaio 2013 i supremi giudici hanno accolto il ricorso presentato dal Procuratore della Repubblica contro avverso il provvedimento con cui nei confronti di una donna era stato pronunciato il “non luogo a procedere” per aver ceduto al proprio compagno di uno spinello di hashish.

Cosa ha spinto i giudici a prendere questa decisione? Ecco la spiegazione «In tema di detenzione stupefacenti ci sono due opposte opzioni interpretative, l’una delle quali ritiene certamente punibile l’uso di gruppo anche dopo le modifiche normative che hanno fatto riferimento all’uso esclusivamente personale, l’altra che afferma che l’innovazione lessicale ha determinato il venire meno della punibilità dell’uso comunitario, sia nella forma del mandato all’acquisto in comune, riconducendosi entrambi le fattispecie all’uso di gruppo e quindi all’uso personale. Anche ad accedere a quest’ultima tesi occorre pur sempre che l’acquirente mandatario, il quale opera materialmente (o conclude) le trattative di acquisto, sia anche lui uno degli assuntori; che sia certa sin dall’inizio l’identità dei componenti del gruppo, nonché manifesta la comune e condivisa volontà di procurarsi la sostanza destinata al paritario consumo personale e si sia del pari raggiunta un’intesa in ordine al luogo ed ai tempi del relativo consumo; che gli effetti dell’acquisizione traslino direttamente in capo agli interessati, senza passaggi mediati».

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About Avv. Giuseppe Tripodi (1569 Articles)
Ideatore e fondatore di questo blog, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Palmi e all'Ilustre Colegio de Abogados de Madrid; Sono appassionato di diritto e di fotografia e il mio motto è ... " il talento non è mai stato d'ostacolo al successo... "
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6 Comments on Cassazione, linea dura in tema di detenzione stupefacenti

  1. legalizzazione è la vera ed unica cosa da fare almeno la canapa ed i suoi derivati troppi miliardi vengono buttati per contrastare un fenomeno che non porta rischi per la salute mentre si lasciano morire di cirrosi epatica decine di migliaia di persone l’anno per colpa dell’alcool,per non parlare del tabacco,se la canapa fosse legale ci sarebbero meno alcolizzati meno tosicodipendenti e meno malati di cancro!!!!!!!forse per questo non è legale!!!!

    • Premetto che sono anche io contrario all’alcol e al fumo, non vado oltre una birra ogni tanto e, sul fumo sono passato alle sigarette elettriche, in ogni caso su alcol e fumo se ne può parlare… ma sulle droghe no!!!

      Sono totalmente contrario a quello che hai detto e penso che debba essere fatta nessuna forma di legalizzazione a riguardo.

      Prendimi pure per un “bacchettone” ma voglio che da queste pagine si lanci un messaggio sbagliato … hai detto “fenomeno che non porta rischi per la salute” mi pare che hai esagerato un po’… sappiamo bene entrambi che non è così quindi non lanciamo slogan del genere …

      • siete mai andati a vedere seriamente quali sono i benefici per la legalizzazione e gli svantaggi? avete mai visto gli effetti collaterali? o avete solo ascoltato quelle grandissime boiate che si dicono tipo che fà venire l’ alzaimer che in realtà la canapa potrebbe CURARLA e la canapa non è una droga è una pianta come una margherita da dove si deriva la camomilla o il tè

        • la canapa e i suoi derivati…
          sono sempre felice di imparare ma (sarò bacchettone, ignorante e tutto quello che vuoi tu) per me queste cose vanno prese con le pinze.
          Sono certo che la canapa come molte altre piante sarà capace di curare molte cose e potrà essere applicata (come se già non lo fosse) per medicinali etc.
          Sarà un toccasana come dici tu ma io di zombie che facevano uso delle c.d. “droghe leggere” ne ho visti tanti, faccio l’avvocato e ho assistiti parecchi.
          Comunque ti posto le linee guida sull’argomento poi ognuno farà le proprie conclusioni :

          “Effetti cronici
          Gli autori citati propongono gli effetti cronici della cannabis come probabili o come possibili. Tra gli effetti probabili
          si annoverano i seguenti:
          • malattie respiratorie associate all’abitudine di “fumare”: bronchite cronica, modificazioni epiteliali considerate
          precursori di neoplasie maligne. Si considera che il rischio di tali eventi patologici associati ad uso cronico di
          cannabis sia concreto.
          • sviluppo di una sindrome da dipendenza da cannabis, caratterizzata dalla incapacità di smettere o di tenere
          sotto controllo l’abitudine all’uso nonostante la consapevolezza di effetti negativi derivanti da essa e il
          desiderio di smettere. Disturbi astinenziali e fenomeni di assuefazione, a volte enfatizzati, sono in realtà da
          definire meglio. Si stima che il rischio di sviluppare una dipendenza da cannabis riguardi i su 10 tra coloro
          che fumano sporadicamente, 1 su 3 tra coloro che fumano quotidianamente. La scarsa considerazione del
          problema deriva probabilmente dalla sottovalutazione della sua pericolosità.
          • forme subdole di compromissione cognitiva (memoria e attenzione) che persistono finché dura lo stato di
          intossicazione cronica. L’uso a lungo termine di cannabici può risolversi in una compromissione
          dell’organizzazione e della integrazione di informazioni complesse, e quindi influenzare il funzionamento
          nella vita quotidiana.
          Non è ancora chiaro se tali compromissioni persistano dopo la sospensione del “fumo”.
          Tra gli effetti possibili si annoverano i seguenti:
          • un aumentato rischio di tumori maligni delle alte vie respiratorie e digestive (cavo orale, faringe, esofago)
          • aumentato rischio di leucemia nei bambini esposti alla cannabis nella vita intrauterina
          • declino delle capacità lavorative (particolarmente delle capacità di svolgere funzioni fini) negli adulti, e del
          rendimento scolastico negli adolescenti
          • difetti congeniti in bambini nati da donne che hanno usato cannabis in gravidanza”

      • alex8719 // 4 febbraio 2013 a 20:31 //

        la frase giusta è: sanno MALE in troppi che la cannabis fa male.. e purtroppo in pochi, un po’ meno ignoranti, e un po più curiosi sanno BENE che la cannabis non fa male anzi è utile per moltissime patologie e senza alcun effetto collaterale dannoso per l organismo, come ampi studi e ricerche hanno dimostrato e continuano a dimostrare.. Purtroppo per colpa dei bacchettoni ignoranti e privi di curiosità, siamo costretti a continuare a farci avvelenare dai derivati del petrolio, quando invece con la canapa si potrebbe risanare veramente il mondo, altro che raccolta differenziata, dato che tutti i prodotti derivati dal petrolio si potrebbe sostituirli con quelli derivati dalla canapa ecologici al 100%

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