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Fondo solidarietà mutui prima casa 37/2013

Fondo solidarietà mutui prima casa  37/2013 

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
DECRETO 22 febbraio 2013, n. 37

Modifiche decreto 21 giugno 2010, n. 132 – Norme di attuazione del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa, ai sensi dell’articolo 2, comma 475 e seguenti della legge 24 dicembre 2007, n. 244. – G.U. 12-4-2013

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244 e, in particolare,
l’articolo 2, il quale prevede, ai commi 475 e seguenti,
l’istituzione presso il Ministero dell’economia e delle finanze di un
Fondo di solidarieta’ per i mutui per l’acquisto della prima casa (di
seguito: «Fondo»);
Visto il decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 e, in particolare,
l’articolo 2, comma 5-sexies, il quale prevede che il Ministro
dell’economia e delle finanze con proprio decreto, previo parere
delle Commissioni parlamentari competenti, emana il regolamento
attuativo del Fondo medesimo;
Visto il proprio decreto n. 132 del 21 giugno 2010, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 2010, n. 192, «Regolamento recante
norme di attuazione del Fondo di solidarieta’ per l’acquisto della
prima casa, ai sensi dell’articolo 2, comma 475, della legge 24
dicembre 2007, n. 244»;
Vista la legge 28 giugno 2012 n. 92 recante «Disposizioni in
materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di
crescita» e, in particolare, l’articolo 3, comma 48, che prevede
alcune modifiche ai commi da 475 a 479 dell’articolo 2 della legge 24
dicembre 2007, n. 244, stabilendo, al successivo comma 49, che le
stesse si applicano esclusivamente alle domande di accesso al Fondo
di solidarieta’ presentate dopo la data di entrata in vigore della
legge stessa;
Ritenuta, pertanto, la necessita’ di adeguare le previsioni del
citato decreto n. 132 del 21 giugno 2010 alle modifiche normative
introdotte dalla predetta legge 28 giugno 2012 n. 92;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi del 22 novembre 2012 (parere n.
4940/2012);
Visti i pareri espressi dalla VI commissione finanze della Camera
dei deputati nella seduta del 29 gennaio 2013 e della VI commissione
finanze e tesoro del Senato della Repubblica nella seduta del 5
febbraio 2013;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3, della predetta legge n. 400 del
1988;

Adotta
il seguente regolamento:

Art. 1

1. All’articolo 2 del decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze n. 132 del 21 giugno 2010, il comma 3 e’ sostituito dal
seguente: «3. L’ammissione al beneficio e’ subordinata esclusivamente
all’accadimento di almeno uno dei seguenti eventi riferiti alla
persona del beneficiario, intervenuti successivamente alla stipula
del contratto di mutuo e verificatisi nei tre anni antecedenti alla
richiesta di ammissione al beneficio:
a) cessazione del rapporto di lavoro subordinato ad eccezione
delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti
di eta’ con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianita’, di
licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di
dimissioni del lavoratore non per giusta causa, con attualita’ dello
stato di disoccupazione;
b) cessazione dei rapporti di lavoro di cui all’articolo 409, n.
3) del codice di procedura civile, ad eccezione delle ipotesi di
risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di
recesso del lavoratore non per giusta causa, con attualita’ dello
stato di disoccupazione;
c) morte o riconoscimento di handicap grave, ai sensi
dell’articolo 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero
di invalidita’ civile non inferiore all’80 per cento.
In caso di mutuo cointestato, gli eventi di cui al presente comma
possono riferirsi anche ad uno solo dei mutuatari».
2. All’articolo 2 del decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze n. 132 del 21 giugno 2010, dopo il comma 3, sono inseriti i
seguenti commi: «4. La sospensione del pagamento delle rate di mutuo
si applica anche ai mutui:
a) oggetto di operazioni di emissione di obbligazioni bancarie
garantite ovvero di cartolarizzazione ai sensi della legge 30 aprile
1999, n. 130;
b) erogati per portabilita’ tramite surroga ai sensi
dell’articolo 120-quater del testo unico di cui al decreto
legislativo 1° settembre 1993, n. 385, che costituiscono mutui di
nuova erogazione alla data di perfezionamento dell’operazione di
surroga;
c) che hanno gia’ fruito di altre misure di sospensione del
pagamento delle rate purche’ tali misure non determinino
complessivamente una sospensione dell’ammortamento superiore a 18
mesi.
5. La sospensione del pagamento delle rate di mutuo non puo’ essere
richiesta per i mutui che presentano almeno una delle seguenti
caratteristiche:
a) ritardo nei pagamenti superiore a novanta giorni consecutivi
al momento della presentazione della domanda da parte del mutuatario,
ovvero per i quali sia intervenuta la decadenza dal beneficio del
termine o la risoluzione del contratto stesso, anche tramite notifica
dell’atto di precetto, o sia stata avviata da terzi una procedura
esecutiva sull’immobile ipotecato;
b) fruizione di agevolazioni pubbliche;
c) per i quali sia stata stipulata un’assicurazione a copertura
del rischio che si verifichino gli eventi di cui al comma 479 della
legge n. 244/2007, purche’ tale assicurazione garantisca il rimborso
almeno degli importi delle rate oggetto della sospensione e sia
efficace nel periodo di sospensione stesso».

Art. 2

1. All’articolo 3 del decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze n. 132 del 21 giugno 2010, al comma 1, la previsione di cui
alla lettera a) e’ soppressa.
2. All’articolo 3 del decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze n. 132 del 21 giugno 2010, al comma 2, lettera b), sono
aggiunte le seguenti parole: «ovvero, se non disponibile, la
quotazione IRS riferita alla durata immediatamente superiore.»
3. All’articolo 3 del decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze n. 132 del 21 giugno 2010, al comma 2, dopo la lettera b)
sono inserite le seguenti lettere:
«c) per i mutui con opzione di scelta di tasso tra fisso e
variabile, il parametro di indicizzazione vigente al momento della
presentazione della richiesta di sospensione;
d) per i mutui con tassi con parametri in parte fissi ed in parte
variabili, il parametro previsto dalla lettera a) per la quota
regolata a tasso variabile ed il parametro previsto dalla lettera b)
per la quota regolata a tasso fisso.»
4. All’articolo 3 del decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze n. 132 del 21 giugno 2010, dopo il comma 2 sono aggiunti i
seguenti commi:
«3. Il Fondo opera nei limiti delle risorse disponibili e fino ad
esaurimento delle stesse.
4. La sospensione del pagamento delle rate di mutuo non comporta
l’applicazione di alcuna commissione o spesa di istruttoria ed
avviene senza richiesta di garanzie aggiuntive».
5. All’articolo 4 del decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze n. 132 del 21 giugno 2010, al comma 2, le parole «impeditivo
del pagamento della rata di mutuo» e la virgola successiva sono
soppresse.
Art. 3

1. Le disposizioni contenute nel presente regolamento si applicano
esclusivamente alla domande di accesso al Fondo presentate dopo
l’entrata in vigore della legge 28 giugno 2012 n. 92.
Il presente regolamento sara’ inviato alla Corte dei Conti per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Il presente regolamento, munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
Roma, 22 febbraio 2013

Il Ministro: Grilli

Visto, il Guardasigilli: Severino

Registrato alla Corte dei conti l’8 aprile 2013
Ufficio di controllo sugli atti del Ministero dell’economia e delle
finananze, registro n. 3, Economia e finanze, foglio n. 122

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