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Legge sulle città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni

province

 

Disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni

Legge 7 aprile 2014, n. 56

Gazz. Uff. 7 aprile 2014, n. 81

Art. 1 1. La presente legge detta disposizioni in materia di citta’metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni al fine diadeguare il loro ordinamento ai principi di sussidiarieta’,differenziazione e adeguatezza. 2. Le citta’ metropolitane sono enti territoriali di area vasta conle funzioni di cui ai commi da 44 a 46 e con le seguenti finalita’istituzionali generali: cura dello sviluppo strategico del territoriometropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delleinfrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse dellacitta’ metropolitana; cura delle relazioni istituzionali afferenti alproprio livello, ivi comprese quelle con le citta’ e le areemetropolitane europee. 3. Le province sono enti territoriali di area vasta disciplinati aisensi dei commi da 51 a 100. Alle province con territorio interamentemontano e confinanti con Paesi stranieri sono riconosciute lespecificita’ di cui ai commi da 51 a 57 e da 85 a 97. 4. Le unioni di comuni sono enti locali costituiti da due o piu’comuni per l’esercizio associato di funzioni o servizi di lorocompetenza; le unioni e le fusioni di comuni sono disciplinate daicommi da 104 a 141. 5. In attesa della riforma del titolo V della parte seconda dellaCostituzione e delle relative norme di attuazione, le citta’metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze,Bari, Napoli e Reggio Calabria sono disciplinate dalla presentelegge, ai sensi e nel rispetto di quanto previsto dagli articoli 114e 117, secondo comma, lettera p), della Costituzione e ferma restandola competenza regionale ai sensi del predetto articolo 117. Iprincipi della presente legge valgono come principi di grande riformaeconomica e sociale per la disciplina di citta’ e aree metropolitaneda adottare dalla regione Sardegna, dalla Regione siciliana e dallaregione Friuli-Venezia Giulia, in conformita’ ai rispettivi statuti. 6. Il territorio della citta’ metropolitana coincide con quellodella provincia omonima, ferma restando l’iniziativa dei comuni, ivicompresi i comuni capoluogo delle province limitrofe, ai sensidell’articolo 133, primo comma, della Costituzione, per la modificadelle circoscrizioni provinciali limitrofe e per l’adesione allacitta’ metropolitana. Qualora la regione interessata, entro trentagiorni dalla richiesta nell’ambito della procedura di cui al predettoarticolo 133, esprima parere contrario, in tutto o in parte, conriguardo alle proposte formulate dai comuni, il Governo promuoveun’intesa tra la regione e i comuni interessati, da definire entronovanta giorni dalla data di espressione del parere. In caso dimancato raggiungimento dell’intesa entro il predetto termine, ilConsiglio dei ministri, sentita la relazione del Ministro per gliaffari regionali e del Ministro dell’interno, udito il parere delpresidente della regione, decide in via definitiva in ordineall’approvazione e alla presentazione al Parlamento del disegno dilegge contenente modifiche territoriali di province e di citta’metropolitane, ai sensi dell’articolo 133, primo comma, dellaCostituzione. 7. Sono organi della citta’ metropolitana: a) il sindaco metropolitano; b) il consiglio metropolitano; c) la conferenza metropolitana. 8. Il sindaco metropolitano rappresenta l’ente, convoca e presiedeil consiglio metropolitano e la conferenza metropolitana, sovrintendeal funzionamento dei servizi e degli uffici e all’esecuzione degliatti; esercita le altre funzioni attribuite dallo statuto. Ilconsiglio metropolitano e’ l’organo di indirizzo e controllo, proponealla conferenza lo statuto e le sue modifiche, approva regolamenti,piani e programmi; approva o adotta ogni altro atto ad essosottoposto dal sindaco metropolitano; esercita le altre funzioniattribuite dallo statuto. Su proposta del sindaco metropolitano, ilconsiglio adotta gli schemi di bilancio da sottoporre al parere dellaconferenza metropolitana. A seguito del parere espresso dallaconferenza metropolitana con i voti che rappresentino almeno un terzodei comuni compresi nella citta’ metropolitana e la maggioranza dellapopolazione complessivamente residente, il consiglio approva in viadefinitiva i bilanci dell’ente. La conferenza metropolitana ha poteripropositivi e consultivi, secondo quanto disposto dallo statuto,nonche’ i poteri di cui al comma 9. 9. La conferenza metropolitana adotta o respinge lo statuto e lesue modifiche proposti dal consiglio metropolitano con i voti cherappresentino almeno un terzo dei comuni compresi nella citta’metropolitana e la maggioranza della popolazione complessivamenteresidente. 10. Nel rispetto della presente legge lo statuto stabilisce lenorme fondamentali dell’organizzazione dell’ente, ivi comprese leattribuzioni degli organi nonche’ l’articolazione delle lorocompetenze, fermo restando quanto disposto dai commi 8 e 9. 11. Oltre alle materie di cui al comma 10, lo statuto: a) regola le modalita’ e gli strumenti di coordinamento dell’azionecomplessiva di governo del territorio metropolitano; b) disciplina i rapporti tra i comuni e le loro unioni facentiparte della citta’ metropolitana e la citta’ metropolitana in ordinealle modalita’ di organizzazione e di esercizio delle funzionimetropolitane e comunali, prevedendo anche forme di organizzazione incomune, eventualmente differenziate per aree territoriali. Medianteconvenzione che regola le modalita’ di utilizzo di risorse umane,strumentali e finanziarie, i comuni e le loro unioni possonoavvalersi di strutture della citta’ metropolitana, e viceversa, perl’esercizio di specifiche funzioni ovvero i comuni e le loro unionipossono delegare il predetto esercizio a strutture della citta’metropolitana, e viceversa, senza nuovi o maggiori oneri per lafinanza pubblica; c) puo’ prevedere, anche su proposta della regione e comunqued’intesa con la medesima, la costituzione di zone omogenee, perspecifiche funzioni e tenendo conto delle specificita’ territoriali,con organismi di coordinamento collegati agli organi della citta’metropolitana, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.La mancata intesa puo’ essere superata con decisione della conferenzametropolitana a maggioranza dei due terzi dei componenti; d) regola le modalita’ in base alle quali i comuni non compresi nelterritorio metropolitano possono istituire accordi con la citta’metropolitana. 12. Le citta’ metropolitane di cui al comma 5, primo periodo, salvoquanto previsto dal comma 18 per la citta’ metropolitana di ReggioCalabria, e ai commi da 101 a 103 sono costituite alla data dientrata in vigore della presente legge nel territorio delle provinceomonime. 13. Il sindaco del comune capoluogo indice le elezioni per unaconferenza statutaria per la redazione di una proposta di statutodella citta’ metropolitana. La conferenza e’ costituita con un numerodi componenti pari a quanto previsto dal comma 20, per il consigliometropolitano, ed e’ eletta in conformita’ alle disposizioni di cuiai commi da 25 a 39. Le liste sono presentate pressol’amministrazione provinciale il quinto giorno antecedente la datadelle elezioni. La conferenza e’ presieduta dal sindaco del comunecapoluogo. La conferenza termina i suoi lavori il 30 settembre 2014trasmettendo al consiglio metropolitano la proposta di statuto. 14. In deroga alle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 325,della legge 27 dicembre 2013, n. 147, il presidente della provincia ela giunta provinciale, in carica alla data di entrata in vigore dellapresente legge, restano in carica, a titolo gratuito, fino al 31dicembre 2014 per l’ordinaria amministrazione, comunque nei limiti diquanto disposto per la gestione provvisoria degli enti localidall’articolo 163, comma 2, del testo unico delle leggisull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, di seguitodenominato «testo unico», e per gli atti urgenti e improrogabili; ilpresidente assume fino a tale data anche le funzioni del consiglioprovinciale. Ove alla data di entrata in vigore della presente leggela provincia sia commissariata, il commissariamento e’ prorogato finoal 31 dicembre 2014. Alle funzioni della provincia si applicano ledisposizioni di riordino di cui ai commi da 85 a 97. 15. Entro il 30 settembre 2014 si svolgono le elezioni delconsiglio metropolitano, indette dal sindaco del comune capoluogo, esi insediano il consiglio metropolitano e la conferenzametropolitana. Entro il 31 dicembre 2014 il consiglio metropolitanoapprova lo statuto. 16. Il 1º gennaio 2015 le citta’ metropolitane subentrano alleprovince omonime e succedono ad esse in tutti i rapporti attivi epassivi e ne esercitano le funzioni, nel rispetto degli equilibri difinanza pubblica e degli obiettivi del patto di stabilita’ interno;alla predetta data il sindaco del comune capoluogo assume le funzionidi sindaco metropolitano e la citta’ metropolitana opera con ilproprio statuto e i propri organi, assumendo anche le funzioniproprie di cui ai commi da 44 a 46. Ove alla predetta data non siaapprovato lo statuto della citta’ metropolitana, si applica lostatuto della provincia. Le disposizioni dello statuto dellaprovincia relative al presidente della provincia e alla giuntaprovinciale si applicano al sindaco metropolitano; le disposizionirelative al consiglio provinciale si applicano al consigliometropolitano. 17. In caso di mancata approvazione dello statuto entro il 30giugno 2015 si applica la procedura per l’esercizio del poteresostitutivo di cui all’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. 18. La citta’ metropolitana di Reggio Calabria e’ costituita, conle procedure di cui ai commi da 12 a 17, alla scadenza naturale degliorgani della provincia ovvero comunque entro trenta giorni dalladecadenza o scioglimento anticipato dei medesimi organi e, comunque,non entra in funzione prima del rinnovo degli organi del comune diReggio Calabria. I termini di cui ai commi da 12 a 17 sonoconseguentemente rideterminati sostituendo la predetta data dicostituzione della citta’ metropolitana a quella di entrata in vigoredella presente legge. In ogni caso il termine del 30 settembre 2014e’ sostituito dal centottantesimo giorno dalla predetta data dicostituzione. I termini del 31 dicembre 2014 e del 1º gennaio 2015sono sostituiti dal duecentoquarantesimo giorno dalla scadenza degliorgani provinciali. Il termine del 30 giugno 2015 e’ sostituito daltrecentosessantacinquesimo giorno dalla scadenza degli organiprovinciali. 19. Il sindaco metropolitano e’ di diritto il sindaco del comunecapoluogo. 20. Il consiglio metropolitano e’ composto dal sindacometropolitano e da: a) ventiquattro consiglieri nelle citta’ metropolitane conpopolazione residente superiore a 3 milioni di abitanti; b) diciotto consiglieri nelle citta’ metropolitane con popolazioneresidente superiore a 800.000 e inferiore o pari a 3 milioni diabitanti; c) quattordici consiglieri nelle altre citta’ metropolitane. 21. Il consiglio metropolitano dura in carica cinque anni. In casodi rinnovo del consiglio del comune capoluogo, si procede a nuoveelezioni del consiglio metropolitano entro sessanta giorni dallaproclamazione del sindaco del comune capoluogo. 22. Lo statuto della citta’ metropolitana puo’ prevedere l’elezionediretta del sindaco e del consiglio metropolitano con il sistemaelettorale che sara’ determinato con legge statale. E’ inoltrecondizione necessaria, affinche’ si possa far luogo a elezione delsindaco e del consiglio metropolitano a suffragio universale, cheentro la data di indizione delle elezioni si sia proceduto adarticolare il territorio del comune capoluogo in piu’ comuni. A talfine il comune capoluogo deve proporre la predetta articolazioneterritoriale, con deliberazione del consiglio comunale, adottatasecondo la procedura prevista dall’articolo 6, comma 4, del testounico. La proposta del consiglio comunale deve essere sottoposta areferendum tra tutti i cittadini della citta’ metropolitana, daeffettuare sulla base delle rispettive leggi regionali, e deve essereapprovata dalla maggioranza dei partecipanti al voto. E’ altresi’necessario che la regione abbia provveduto con propria leggeall’istituzione dei nuovi comuni e alla loro denominazione ai sensidell’articolo 133 della Costituzione. In alternativa a quantoprevisto dai periodi precedenti, per le sole citta’ metropolitane conpopolazione superiore a tre milioni di abitanti, e’ condizionenecessaria, affinche’ si possa far luogo ad elezione del sindaco edel consiglio metropolitano a suffragio universale, che lo statutodella citta’ metropolitana preveda la costituzione di zone omogenee,ai sensi del comma 11, lettera c), e che il comune capoluogo abbiarealizzato la ripartizione del proprio territorio in zone dotate diautonomia amministrativa, in coerenza con lo statuto della citta’metropolitana. 23. Al testo unico sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 60, comma 1: 1) all’alinea, dopo le parole: «consigliere comunale,» sonoinserite le seguenti: «consigliere metropolitano,»; 2) il numero 12) e’ sostituito dal seguente: «12) i sindaci, presidenti di provincia, consiglierimetropolitani, consiglieri comunali, provinciali o circoscrizionaliin carica, rispettivamente, in altro comune, citta’ metropolitana,provincia o circoscrizione»; b) all’articolo 63, comma 1, alinea, dopo le parole: «consiglierecomunale,» sono inserite le seguenti: «consigliere metropolitano,»; c) l’articolo 65 e’ sostituito dal seguente: «Art. 65 (Incompatibilita’ per consigliere regionale, comunale ecircoscrizionale). – 1. Le cariche di presidente provinciale, nonche’di sindaco e di assessore dei comuni compresi nel territorio dellaregione, sono incompatibili con la carica di consigliere regionale. 2. Le cariche di consigliere comunale e circoscrizionale sonoincompatibili, rispettivamente, con quelle di consigliere comunale dialtro comune e di consigliere circoscrizionale di altracircoscrizione, anche di altro comune. 3. La carica di consigliere comunale e’ incompatibile con quella diconsigliere di una circoscrizione dello stesso o di altro comune». 24. L’incarico di sindaco metropolitano, di consiglieremetropolitano e di componente della conferenza metropolitana, anchecon riferimento agli organi di cui ai commi da 12 a 18 e’ esercitatoa titolo gratuito. 25. Il consiglio metropolitano e’ eletto dai sindaci e daiconsiglieri comunali dei comuni della citta’ metropolitana. Sonoeleggibili a consigliere metropolitano i sindaci e i consigliericomunali in carica. La cessazione dalla carica comunale comporta ladecadenza da consigliere metropolitano. 26. L’elezione avviene sulla base di liste concorrenti, composte daun numero di candidati non inferiore alla meta’ dei consiglieri daeleggere, sottoscritte da almeno il 5 per cento degli aventi dirittoal voto. 27. Nelle liste nessuno dei due sessi puo’ essere rappresentato inmisura superiore al 60 per cento del numero dei candidati, conarrotondamento all’unita’ superiore qualora il numero dei candidatidel sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore a50 centesimi. In caso contrario, l’ufficio elettorale di cui al comma29 riduce la lista, cancellando i nomi dei candidati appartenenti alsesso piu’ rappresentato, procedendo dall’ultimo della lista, in mododa assicurare il rispetto della disposizione di cui al primo periodo.La lista che, all’esito della cancellazione delle candidatureeccedenti, contenga un numero di candidati inferiore a quello minimoprescritto dal comma 26 e’ inammissibile. 28. Nei primi cinque anni dalla data di entrata in vigore dellalegge 23 novembre 2012, n. 215, non si applica il comma 27. 29. Le liste sono presentate presso l’ufficio elettoraleappositamente costituito presso gli uffici del consigliometropolitano e, in sede di prima applicazione, pressol’amministrazione provinciale dalle ore otto del ventunesimo giornoalle ore dodici del ventesimo giorno antecedente la votazione. 30. Il consiglio metropolitano e’ eletto con voto diretto, libero esegreto, attribuito a liste di candidati concorrenti in un unicocollegio elettorale corrispondente al territorio della citta’metropolitana. L’elezione avviene in unica giornata presso l’ufficioelettorale di cui al comma 29. 31. Le schede di votazione sono fornite a cura dell’ufficioelettorale di cui al comma 29 in colori diversi a seconda delladimensione del comune di appartenenza degli aventi diritto al voto,secondo le fasce di popolazione stabilite ai sensi del comma 33. Agliaventi diritto e’ consegnata la scheda del colore relativo al comunein cui sono in carica. 32. Ciascun elettore esprime un voto che viene ponderato sulla basedi un indice determinato in relazione alla popolazione complessivadella fascia demografica del comune di cui e’ sindaco o consigliere,determinata ai sensi del comma 33. 33. Ai fini delle elezioni, i comuni della citta’ metropolitanasono ripartiti nelle seguenti fasce: a) comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti; b) comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 5.000abitanti; c) comuni con popolazione superiore a 5.000 e fino a 10.000abitanti; d) comuni con popolazione superiore a 10.000 e fino a 30.000abitanti; e) comuni con popolazione superiore a 30.000 e fino a 100.000abitanti; f) comuni con popolazione superiore a 100.000 e fino a 250.000abitanti; g) comuni con popolazione superiore a 250.000 e fino a 500.000abitanti; h) comuni con popolazione superiore a 500.000 e fino a 1.000.000 diabitanti; i) comuni con popolazione superiore a 1.000.000 di abitanti. 34. L’indice di ponderazione per ciascuna delle fasce demografichedei comuni appartenenti alla citta’ metropolitana e’ determinatosecondo le modalita’, le operazioni e i limiti indicati nell’allegatoA annesso alla presente legge. 35. Ciascun elettore puo’ esprimere, inoltre, nell’apposita rigadella scheda, un voto di preferenza per un candidato alla carica diconsigliere metropolitano compreso nella lista, scrivendone ilcognome o, in caso di omonimia, il nome e il cognome, il cui valoree’ ponderato ai sensi del comma 34. 36. La cifra elettorale di ciascuna lista e’ costituita dalla sommadei voti ponderati validi riportati da ciascuna di esse. Perl’assegnazione del numero dei consiglieri a ciascuna lista si dividela cifra elettorale di ciascuna lista successivamente per 1, 2, 3, 4… fino a concorrenza del numero dei consiglieri da eleggere; quindisi scelgono, tra i quozienti cosi’ ottenuti, quelli piu’ alti, innumero eguale a quello dei consiglieri da eleggere, disponendoli inuna graduatoria decrescente. Ciascuna lista consegue tantirappresentanti eletti quanti sono i quozienti a essa appartenenticompresi nella graduatoria. A parita’ di quoziente, nelle cifreintere e decimali, il posto e’ attribuito alla lista che ha ottenutola maggiore cifra elettorale e, a parita’ di quest’ultima, persorteggio. 37. L’ufficio elettorale, costituito ai sensi del comma 29,terminate le operazioni di scrutinio: a) determina la cifra elettorale ponderata di ciascuna lista; b) determina la cifra individuale ponderata dei singoli candidatisulla base dei voti di preferenza ponderati; c) procede al riparto dei seggi tra le liste e alle relativeproclamazioni. 38. A parita’ di cifra individuale ponderata, e’ proclamato elettoil candidato appartenente al sesso meno rappresentato tra gli elettidella lista; in caso di ulteriore parita’, e’ proclamato eletto ilcandidato piu’ giovane. 39. I seggi che rimangono vacanti per qualunque causa, ivi compresala cessazione dalla carica di sindaco o di consigliere di un comunedella citta’ metropolitana, sono attribuiti ai candidati che, nellamedesima lista, hanno ottenuto la maggiore cifra individualeponderata. Non si considera cessato dalla carica il consigliereeletto o rieletto sindaco o consigliere in un comune della citta’metropolitana. 40. Il sindaco metropolitano puo’ nominare un vicesindaco, sceltotra i consiglieri metropolitani, stabilendo le eventuali funzioni alui delegate e dandone immediata comunicazione al consiglio. Ilvicesindaco esercita le funzioni del sindaco in ogni caso in cuiquesti ne sia impedito. Qualora il sindaco metropolitano cessi dallacarica per cessazione dalla titolarita’ dell’incarico di sindaco delproprio comune, il vicesindaco rimane in carica fino all’insediamentodel nuovo sindaco metropolitano. 41. Il sindaco metropolitano puo’ altresi’ assegnare deleghe aconsiglieri metropolitani, nel rispetto del principio dicollegialita’, secondo le modalita’ e nei limiti stabiliti dallostatuto. 42. La conferenza metropolitana e’ composta dal sindacometropolitano, che la convoca e la presiede, e dai sindaci dei comuniappartenenti alla citta’ metropolitana. 43. Lo statuto determina le maggioranze per le deliberazioni dellaconferenza metropolitana, fatto salvo quanto previsto dai commi da 5a 11. 44. A valere sulle risorse proprie e trasferite, senza nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica e comunque nel rispetto deivincoli del patto di stabilita’ interno, alla citta’ metropolitanasono attribuite le funzioni fondamentali delle province e quelleattribuite alla citta’ metropolitana nell’ambito del processo diriordino delle funzioni delle province ai sensi dei commi da 85 a 97del presente articolo, nonche’, ai sensi dell’articolo 117, secondocomma, lettera p), della Costituzione, le seguenti funzionifondamentali: a) adozione e aggiornamento annuale di un piano strategicotriennale del territorio metropolitano, che costituisce atto diindirizzo per l’ente e per l’esercizio delle funzioni dei comuni edelle unioni di comuni compresi nel predetto territorio, anche inrelazione all’esercizio di funzioni delegate o assegnate dalleregioni, nel rispetto delle leggi delle regioni nelle materie di lorocompetenza; b) pianificazione territoriale generale, ivi comprese le strutturedi comunicazione, le reti di servizi e delle infrastruttureappartenenti alla competenza della comunita’ metropolitana, anchefissando vincoli e obiettivi all’attivita’ e all’esercizio dellefunzioni dei comuni compresi nel territorio metropolitano; c) strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizipubblici, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generaledi ambito metropolitano. D’intesa con i comuni interessati la citta’metropolitana puo’ esercitare le funzioni di predisposizione deidocumenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio deicontratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedureselettive; d) mobilita’ e viabilita’, anche assicurando la compatibilita’ e lacoerenza della pianificazione urbanistica comunale nell’ambitometropolitano; e) promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale,anche assicurando sostegno e supporto alle attivita’ economiche e diricerca innovative e coerenti con la vocazione della citta’metropolitana come delineata nel piano strategico del territorio dicui alla lettera a); f) promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e didigitalizzazione in ambito metropolitano. 45. Restano comunque ferme le funzioni spettanti allo Stato e alleregioni nelle materie di cui all’articolo 117 della Costituzione,nonche’ l’applicazione di quanto previsto dall’articolo 118 dellaCostituzione. 46. Lo Stato e le regioni, ciascuno per le proprie competenze,possono attribuire ulteriori funzioni alle citta’ metropolitane inattuazione dei principi di sussidiarieta’, differenziazione eadeguatezza di cui al primo comma dell’articolo 118 dellaCostituzione. 47. Spettano alla citta’ metropolitana il patrimonio, il personalee le risorse strumentali della provincia a cui ciascuna citta’metropolitana succede a titolo universale in tutti i rapporti attivie passivi, ivi comprese le entrate provinciali, all’atto del subentroalla provincia. Il trasferimento della proprieta’ dei beni mobili eimmobili e’ esente da oneri fiscali. 48. Al personale delle citta’ metropolitane si applicano ledisposizioni vigenti per il personale delle province; il personaletrasferito dalle province mantiene, fino al prossimo contratto, iltrattamento economico in godimento. 49. In considerazione della necessita’ di garantire il tempestivoadempimento degli obblighi internazionali gia’ assunti dal Governo,nonche’ dell’interesse regionale concorrente con il preminenteinteresse nazionale, entro novanta giorni dalla data di entrata invigore della presente legge, la regione Lombardia, anche mediantesocieta’ dalla stessa controllate, subentra in tutte lepartecipazioni azionarie di controllo detenute dalla provincia diMilano nelle societa’ che operano direttamente o per tramite disocieta’ controllate o partecipate nella realizzazione e gestione diinfrastrutture comunque connesse all’esposizione universaledenominata Expo 2015. Entro quaranta giorni dalla data di entrata invigore della presente legge, sono definite con decreto del Ministroper gli affari regionali, da adottare di concerto con i Ministridell’economia e delle finanze e delle infrastrutture e dei trasporti,le direttive e le disposizioni esecutive necessarie a disciplinare iltrasferimento, in esenzione fiscale, alla regione Lombardia dellepartecipazioni azionarie di cui al precedente periodo. Alla data del31 ottobre 2015 le predette partecipazioni sono trasferite in regimedi esenzione fiscale alla citta’ metropolitana. 50. Alle citta’ metropolitane si applicano, per quanto compatibili,le disposizioni in materia di comuni di cui al testo unico, nonche’le norme di cui all’articolo 4 della legge 5 giugno 2003, n. 131. 51. In attesa della riforma del titolo V della parte seconda dellaCostituzione e delle relative norme di attuazione, le province sonodisciplinate dalla presente legge. 52. Restano comunque ferme le funzioni delle regioni nelle materiedi cui all’articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione, ele funzioni esercitate ai sensi dell’articolo 118 della Costituzione.Le regioni riconoscono alle province di cui al comma 3, secondoperiodo, forme particolari di autonomia nelle materie di cui alpredetto articolo 117, commi terzo e quarto, della Costituzione. 53. Le norme di cui ai commi da 51 a 100 non si applicano alleprovince autonome di Trento e di Bolzano e alla regione Valled’Aosta. 54. Sono organi delle province di cui ai commi da 51 a 53esclusivamente: a) il presidente della provincia; b) il consiglio provinciale; c) l’assemblea dei sindaci. 55. Il presidente della provincia rappresenta l’ente, convoca epresiede il consiglio provinciale e l’assemblea dei sindaci,sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici eall’esecuzione degli atti; esercita le altre funzioni attribuitedallo statuto. Il consiglio e’ l’organo di indirizzo e controllo,propone all’assemblea lo statuto, approva regolamenti, piani,programmi; approva o adotta ogni altro atto ad esso sottoposto dalpresidente della provincia; esercita le altre funzioni attribuitedallo statuto. Su proposta del presidente della provincia ilconsiglio adotta gli schemi di bilancio da sottoporre al pareredell’assemblea dei sindaci. A seguito del parere espressodall’assemblea dei sindaci con i voti che rappresentino almeno unterzo dei comuni compresi nella provincia e la maggioranza dellapopolazione complessivamente residente, il consiglio approva in viadefinitiva i bilanci dell’ente. L’assemblea dei sindaci ha poteripropositivi, consultivi e di controllo secondo quanto disposto dallostatuto. L’assemblea dei sindaci adotta o respinge lo statutoproposto dal consiglio e le sue successive modificazioni con i votiche rappresentino almeno un terzo dei comuni compresi nella provinciae la maggioranza della popolazione complessivamente residente. 56. L’assemblea dei sindaci e’ costituita dai sindaci dei comuniappartenenti alla provincia. 57. Gli statuti delle province di cui al comma 3, secondo periodo,possono prevedere, d’intesa con la regione, la costituzione di zoneomogenee per specifiche funzioni, con organismi di coordinamentocollegati agli organi provinciali senza nuovi o maggiori oneri per lafinanza pubblica. 58. Il presidente della provincia e’ eletto dai sindaci e daiconsiglieri dei comuni della provincia. 59. Il presidente della provincia dura in carica quattro anni. 60. Sono eleggibili a presidente della provincia i sindaci dellaprovincia, il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla datadi svolgimento delle elezioni. 61. L’elezione avviene sulla base di presentazione di candidature,sottoscritte da almeno il 15 per cento degli aventi diritto al voto.Le candidature sono presentate presso l’ufficio elettoraleappositamente costituito presso la sede della provincia dalle oreotto del ventunesimo giorno alle ore dodici del ventesimo giornoantecedente la votazione. 62. Il presidente della provincia e’ eletto con voto diretto,libero e segreto. L’elezione avviene in unica giornata presso ununico seggio elettorale costituito presso l’ufficio elettorale di cuial comma 61 dalle ore otto alle ore venti. Le schede di votazionesono fornite a cura dell’ufficio elettorale. 63. Ciascun elettore vota per un solo candidato alla carica dipresidente della provincia. Il voto e’ ponderato ai sensi dei commi33 e 34. 64. E’ eletto presidente della provincia il candidato che consegueil maggior numero di voti, sulla base della ponderazione di cui aicommi 33 e 34. In caso di parita’ di voti, e’ eletto il candidatopiu’ giovane. 65. Il presidente della provincia decade dalla carica in caso dicessazione dalla carica di sindaco. 66. Il presidente della provincia puo’ nominare un vicepresidente,scelto tra i consiglieri provinciali, stabilendo le eventualifunzioni a lui delegate e dandone immediata comunicazione alconsiglio. Il vicepresidente esercita le funzioni del presidente inogni caso in cui questi ne sia impedito. Il presidente puo’ altresi’assegnare deleghe a consiglieri provinciali, nel rispetto delprincipio di collegialita’, secondo le modalita’ e nei limitistabiliti dallo statuto. 67. Il consiglio provinciale e’ composto dal presidente dellaprovincia e da sedici componenti nelle province con popolazionesuperiore a 700.000 abitanti, da dodici componenti nelle province conpopolazione da 300.000 a 700.000 abitanti, da dieci componenti nelleprovince con popolazione fino a 300.000 abitanti. 68. Il consiglio provinciale dura in carica due anni. 69. Il consiglio provinciale e’ eletto dai sindaci e daiconsiglieri comunali dei comuni della provincia. Sono eleggibili aconsigliere provinciale i sindaci e i consiglieri comunali in carica.La cessazione dalla carica comunale comporta la decadenza daconsigliere provinciale. 70. L’elezione avviene sulla base di liste, composte da un numerodi candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere enon inferiore alla meta’ degli stessi, sottoscritte da almeno il 5per cento degli aventi diritto al voto. 71. Nelle liste nessuno dei due sessi puo’ essere rappresentato inmisura superiore al 60 per cento del numero dei candidati, conarrotondamento all’unita’ superiore qualora il numero dei candidatidel sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore a50 centesimi. In caso contrario, l’ufficio elettorale riduce lalista, cancellando i nomi dei candidati appartenenti al sesso piu’rappresentato, procedendo dall’ultimo della lista, in modo daassicurare il rispetto della disposizione di cui al primo periodo. Lalista che, all’esito della cancellazione delle candidature eccedenti,contenga un numero di candidati inferiore a quello minimo prescrittodal comma 70 e’ inammissibile. 72. Nei primi cinque anni dalla data di entrata in vigore dellalegge 23 novembre 2012, n. 215, non si applica il comma 71. 73. Le liste sono presentate presso l’ufficio elettorale di cui alcomma 61 dalle ore otto del ventunesimo giorno alle ore dodici delventesimo giorno antecedente la votazione. 74. Il consiglio provinciale e’ eletto con voto diretto, libero esegreto, attribuito ai singoli candidati all’interno delle liste, inun unico collegio elettorale corrispondente al territorio dellaprovincia. L’elezione avviene in unica giornata presso l’ufficioelettorale di cui al comma 61. 75. Le schede di votazione sono fornite a cura dell’ufficioelettorale di cui al comma 61 in colori diversi a seconda dellafascia demografica del comune di appartenenza degli aventi diritto alvoto, secondo le fasce di popolazione stabilite ai sensi del comma33. Agli aventi diritto e’ consegnata la scheda del colore relativoal comune in cui sono in carica. 76. Ciascun elettore esprime un solo voto per uno dei candidati,che viene ponderato ai sensi dei commi 32, 33 e 34. 77. L’ufficio elettorale, terminate le operazioni di scrutinio,determina la cifra individuale ponderata dei singoli candidati sullabase dei voti espressi e proclama eletti i candidati che conseguonola maggiore cifra individuale ponderata. A parita’ di cifraindividuale ponderata, e’ proclamato eletto il candidato appartenenteal sesso meno rappresentato tra gli eletti; in caso di ulterioreparita’, e’ proclamato eletto il candidato piu’ giovane. 78. I seggi che rimangono vacanti per qualunque causa, ivi compresala cessazione dalla carica di sindaco o di consigliere di un comunedella provincia, sono attribuiti ai candidati che, nella medesimalista, hanno ottenuto la maggiore cifra individuale ponderata. Non siconsidera cessato dalla carica il consigliere eletto o rielettosindaco o consigliere in un comune della provincia. 79. In sede di prima applicazione della presente legge, l’elezioneai sensi dei commi da 67 a 78 del consiglio provinciale, presiedutodal presidente della provincia o dal commissario, e’ indetta: a) entro il 30 settembre 2014 per le province i cui organi scadonoper fine mandato nel 2014; b) successivamente a quanto previsto alla lettera a), entro trentagiorni dalla scadenza per fine del mandato ovvero dalla decadenza oscioglimento anticipato degli organi provinciali. 80. Per le elezioni di cui al comma 79, sono eleggibili anche iconsiglieri provinciali uscenti. 81. Nel caso di cui al comma 79, lettera a), il consiglioprovinciale eletto ai sensi dei commi da 67 a 78 svolge fino al 31dicembre 2014 le funzioni relative ad atti preparatori e allemodifiche statutarie conseguenti alla presente legge; l’assemblea deisindaci, su proposta del consiglio provinciale, approva le predettemodifiche entro il 31 dicembre 2014. Entro la medesima data, siprocede quindi all’elezione del presidente ai sensi dei commi da 58 a65. Per le prime elezioni di cui al precedente periodo sonoeleggibili anche i consiglieri provinciali uscenti. In caso dimancata approvazione delle modifiche statutarie entro il 30 giugno2015 si applica la procedura per l’esercizio del potere sostitutivodi cui all’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. 82. Nel caso di cui al comma 79, lettera a), in deroga alledisposizioni di cui all’articolo 1, comma 325, della legge 27dicembre 2013, n. 147, il presidente della provincia in carica alladata di entrata in vigore della presente legge ovvero, qualora laprovincia sia commissariata, il commissario, assumendo anche lefunzioni del consiglio provinciale, nonche’ la giunta provinciale,restano in carica a titolo gratuito per l’ordinaria amministrazione,comunque nei limiti di quanto disposto per la gestione provvisoriadegli enti locali dall’articolo 163, comma 2, del testo unico, e pergli atti urgenti e indifferibili, fino all’insediamento delpresidente della provincia eletto ai sensi dei commi da 58 a 65 ecomunque non oltre il 31 dicembre 2014. 83. Nel caso di cui al comma 79, lettera b), l’assemblea deisindaci approva le modifiche statutarie conseguenti alla presentelegge entro sei mesi dall’insediamento del consiglio provinciale. Incaso di mancata approvazione delle modifiche statutarie entro lapredetta data si applica la procedura per l’esercizio del poteresostitutivo di cui all’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. 84. Gli incarichi di presidente della provincia, di consigliereprovinciale e di componente dell’assemblea dei sindaci sonoesercitati a titolo gratuito. 85. Le province di cui ai commi da 51 a 53, quali enti con funzionidi area vasta, esercitano le seguenti funzioni fondamentali: a) pianificazione territoriale provinciale di coordinamento,nonche’ tutela e valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti dicompetenza; b) pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale,autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, incoerenza con la programmazione regionale, nonche’ costruzione egestione delle strade provinciali e regolazione della circolazionestradale ad esse inerente; c) programmazione provinciale della rete scolastica, nel rispettodella programmazione regionale; d) raccolta ed elaborazione di dati, assistenzatecnico-amministrativa agli enti locali; e) gestione dell’edilizia scolastica; f) controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale epromozione delle pari opportunita’ sul territorio provinciale. 86. Le province di cui al comma 3, secondo periodo, esercitanoaltresi’ le seguenti ulteriori funzioni fondamentali: a) cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione diservizi in forma associata in base alle specificita’ del territoriomedesimo; b) cura delle relazioni istituzionali con province, provinceautonome, regioni, regioni a statuto speciale ed enti territoriali dialtri Stati, con esse confinanti e il cui territorio abbiacaratteristiche montane, anche stipulando accordi e convenzioni congli enti predetti. 87. Le funzioni fondamentali di cui al comma 85 sono esercitate neilimiti e secondo le modalita’ stabilite dalla legislazione statale eregionale di settore, secondo la rispettiva competenza per materia aisensi dell’articolo 117, commi secondo, terzo e quarto, dellaCostituzione. 88. La provincia puo’ altresi’, d’intesa con i comuni, esercitarele funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazioneappaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e diorganizzazione di concorsi e procedure selettive. 89. Fermo restando quanto disposto dal comma 88, lo Stato e leregioni, secondo le rispettive competenze, attribuiscono le funzioniprovinciali diverse da quelle di cui al comma 85, in attuazionedell’articolo 118 della Costituzione, nonche’ al fine di conseguirele seguenti finalita': individuazione dell’ambito territorialeottimale di esercizio per ciascuna funzione; efficacia nellosvolgimento delle funzioni fondamentali da parte dei comuni e delleunioni di comuni; sussistenza di riconosciute esigenze unitarie;adozione di forme di avvalimento e deleghe di esercizio tra gli entiterritoriali coinvolti nel processo di riordino, mediante intese oconvenzioni. Sono altresi’ valorizzate forme di esercizio associatodi funzioni da parte di piu’ enti locali, nonche’ le autonomiefunzionali. Le funzioni che nell’ambito del processo di riordino sonotrasferite dalle province ad altri enti territoriali continuano adessere da esse esercitate fino alla data dell’effettivo avvio diesercizio da parte dell’ente subentrante; tale data e’ determinatanel decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma92 per le funzioni di competenza statale ovvero e’ stabilita dallaregione ai sensi del comma 95 per le funzioni di competenzaregionale. 90. Nello specifico caso in cui disposizioni normative statali oregionali di settore riguardanti servizi di rilevanza economicaprevedano l’attribuzione di funzioni di organizzazione dei predettiservizi, di competenza comunale o provinciale, ad enti o agenzie inambito provinciale o sub-provinciale, si applicano le seguentidisposizioni, che costituiscono principi fondamentali della materia eprincipi fondamentali di coordinamento della finanza pubblica aisensi dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione: a) il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui alcomma 92 ovvero le leggi statali o regionali, secondo le rispettivecompetenze, prevedono la soppressione di tali enti o agenzie el’attribuzione delle funzioni alle province nel nuovo assettoistituzionale, con tempi, modalita’ e forme di coordinamento conregioni e comuni, da determinare nell’ambito del processo di riordinodi cui ai commi da 85 a 97, secondo i principi di adeguatezza esussidiarieta’, anche valorizzando, ove possibile, le autonomiefunzionali; b) per le regioni che approvano le leggi che riorganizzano lefunzioni di cui al presente comma, prevedendo la soppressione di unoo piu’ enti o agenzie, sono individuate misure premiali con decretodel Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con ilMinistro per gli affari regionali, previa intesa in sede diConferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, senza nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica. 91. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presentelegge, sentite le organizzazioni sindacali maggiormenterappresentative, lo Stato e le regioni individuano in modo puntuale,mediante accordo sancito nella Conferenza unificata, le funzioni dicui al comma 89 oggetto del riordino e le relative competenze. 92. Entro il medesimo termine di cui al comma 91 e nel rispetto diquanto previsto dal comma 96, con decreto del Presidente delConsiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’interno e delMinistro per gli affari regionali, di concerto con i Ministri per lasemplificazione e la pubblica amministrazione e dell’economia e dellefinanze, sono stabiliti, previa intesa in sede di Conferenzaunificata, i criteri generali per l’individuazione dei beni e dellerisorse finanziarie, umane, strumentali e organizzative connesseall’esercizio delle funzioni che devono essere trasferite, ai sensidei commi da 85 a 97, dalle province agli enti subentranti,garantendo i rapporti di lavoro a tempo indeterminato in corso,nonche’ quelli a tempo determinato in corso fino alla scadenza peressi prevista. In particolare, sono considerate le risorsefinanziarie, gia’ spettanti alle province ai sensi dell’articolo 119della Costituzione, che devono essere trasferite agli entisubentranti per l’esercizio delle funzioni loro attribuite, dedottequelle necessarie alle funzioni fondamentali e fatto salvo comunquequanto previsto dal comma 88. Sullo schema di decreto, per quantoattiene alle risorse umane, sono consultate le organizzazionisindacali maggiormente rappresentative. Il decreto del Presidente delConsiglio dei ministri dispone anche direttamente in ordine allefunzioni amministrative delle province in materie di competenzastatale. 93. In caso di mancato raggiungimento dell’accordo di cui al comma91 ovvero di mancato raggiungimento dell’intesa di cui al comma 92,il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui almedesimo comma 92 dispone comunque sulle funzioni amministrativedelle province di competenza statale. 94. Al fine di tener conto degli effetti anche finanziari derivantidal trasferimento dell’esercizio delle funzioni, con il decreto delPresidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 92 possonoessere modificati gli obiettivi del patto di stabilita’ interno e lefacolta’ di assumere delle province e degli enti subentranti, fermorestando l’obiettivo complessivo. L’attuazione della presentedisposizione non deve determinare nuovi o maggiori oneri per lafinanza pubblica. 95. La regione, entro sei mesi dalla data di entrata in vigoredella presente legge, provvede, sentite le organizzazioni sindacalimaggiormente rappresentative, a dare attuazione all’accordo di cui alcomma 91. Decorso il termine senza che la regione abbia provveduto,si applica l’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131. 96. Nei trasferimenti delle funzioni oggetto del riordino siapplicano le seguenti disposizioni: a) il personale trasferito mantiene la posizione giuridica edeconomica, con riferimento alle voci del trattamento economicofondamentale e accessorio, in godimento all’atto del trasferimento,nonche’ l’anzianita’ di servizio maturata; le corrispondenti risorsesono trasferite all’ente destinatario; in particolare, quelledestinate a finanziare le voci fisse e variabili del trattamentoaccessorio, nonche’ la progressione economica orizzontale, secondoquanto previsto dalle disposizioni contrattuali vigenti, vanno acostituire specifici fondi, destinati esclusivamente al personaletrasferito, nell’ambito dei piu’ generali fondi delle risorsedecentrate del personale delle categorie e dirigenziale. I compensidi produttivita’, la retribuzione di risultato e le indennita’accessorie del personale trasferito rimangono determinati negliimporti goduti antecedentemente al trasferimento e non possono essereincrementati fino all’applicazione del contratto collettivodecentrato integrativo sottoscritto conseguentemente al primocontratto collettivo nazionale di lavoro stipulato dopo la data dientrata in vigore della presente legge; b) il trasferimento della proprieta’ dei beni mobili e immobili e’esente da oneri fiscali; l’ente che subentra nei diritti relativialle partecipazioni societarie attinenti alla funzione trasferitapuo’ provvedere alla dismissione con procedura semplificata stabilitacon decreto del Ministro dell’economia e delle finanze; c) l’ente che subentra nella funzione succede anche nei rapportiattivi e passivi in corso, compreso il contenzioso; il trasferimentodelle risorse tiene conto anche delle passivita'; sono trasferite lerisorse incassate relative a pagamenti non ancora effettuati, cherientrano nei rapporti trasferiti; d) gli effetti derivanti dal trasferimento delle funzioni nonrilevano, per gli enti subentranti, ai fini della disciplina suilimiti dell’indebitamento, nonche’ di ogni altra disposizione dilegge che, per effetto del trasferimento, puo’ determinareinadempimenti dell’ente subentrante, nell’ambito di variazionicompensative a livello regionale ovvero tra livelli regionali olocali e livello statale, secondo modalita’ individuate con decretodel Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con ilMinistro per gli affari regionali, sentita la Conferenza unificata,che stabilisce anche idonei strumenti di monitoraggio. 97. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro un anno dalla data dientrata in vigore del decreto del Presidente del Consiglio deiministri di cui al comma 92, uno o piu’ decreti legislativi, previoparere della Conferenza unificata, della Conferenza permanente per ilcoordinamento della finanza pubblica e delle Commissioni parlamentaricompetenti per materia, in materia di adeguamento della legislazionestatale sulle funzioni e sulle competenze dello Stato e degli entiterritoriali e di quella sulla finanza e sul patrimonio dei medesimienti, nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi: a) salva la necessita’ di diversa attribuzione per esigenze ditutela dell’unita’ giuridica ed economica della Repubblica e inparticolare dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti idiritti civili e sociali, applicazione coordinata dei principi diriordino delle funzioni di cui alla presente legge e di quelli di cuiagli articoli 1 e 2 e ai capi II, III, IV, V e VII della legge 5maggio 2009, n. 42, e successive modificazioni, senza nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica; b) le risorse finanziarie, gia’ spettanti alle province ai sensidell’articolo 119 della Costituzione, dedotte quelle necessarie allefunzioni fondamentali e fatto salvo quanto previsto dai commi da 5 a11, sono attribuite ai soggetti che subentrano nelle funzionitrasferite, in relazione ai rapporti attivi e passivi oggetto dellasuccessione, compresi i rapporti di lavoro e le altre spese digestione. 98. Al commissario di cui all’articolo 141 del testo unico, esuccessive modificazioni, nonche’ ad eventuali sub-commissari siapplica, per quanto compatibile, la disciplina di cui all’articolo38, comma 1-bis, del decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270,nonche’ quanto previsto dal regolamento di cui al decreto delMinistro dello sviluppo economico 10 aprile 2013, n. 60, in materiadi professionalita’ e onorabilita’ dei commissari giudiziali estraordinari delle procedure di amministrazione straordinaria dellegrandi imprese in crisi. Nei confronti degli stessi soggetti siapplicano, altresi’, le disposizioni del testo unico di cui aldecreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235. 99. I prefetti, nella nomina dei sub-commissari a supporto deicommissari straordinari dell’ente provincia, sono tenuti ad avvalersidi dirigenti o funzionari del comune capoluogo, senza oneriaggiuntivi. 100. In applicazione di quanto previsto dal comma 99, gli eventualisub-commissari nominati in base a criteri diversi decadono alla datadi entrata in vigore della presente legge. 101. Salvo quanto previsto dai commi 102 e 103, la citta’metropolitana di Roma capitale e’ disciplinata dalle norme relativealle citta’ metropolitane di cui alla presente legge. 102. Le disposizioni dei decreti legislativi 17 settembre 2010, n.156, 18 aprile 2012, n. 61, e 26 aprile 2013, n. 51, restano riferitea Roma capitale, come definita dall’articolo 24, comma 2, della legge5 maggio 2009, n. 42. 103. Lo statuto della citta’ metropolitana di Roma capitale, con lemodalita’ previste al comma 11, disciplina i rapporti tra la citta’metropolitana, il comune di Roma capitale e gli altri comuni,garantendo il migliore assetto delle funzioni che Roma e’ chiamata asvolgere quale sede degli organi costituzionali nonche’ dellerappresentanze diplomatiche degli Stati esteri, ivi presenti, pressola Repubblica italiana, presso lo Stato della Citta’ del Vaticano epresso le istituzioni internazionali. 104. I commi 4, 5 e 6 dell’articolo 19 del decreto-legge 6 luglio2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto2012, n. 135, e i commi da 1 a 13 dell’articolo 16 del decreto-legge13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14settembre 2011, n. 148, e successive modificazioni, sono abrogati. 105. All’articolo 32 del testo unico, e successive modificazioni,sono apportate le seguenti modificazioni: a) il terzo periodo del comma 3 e’ sostituito dal seguente: «Ilconsiglio e’ composto da un numero di consiglieri definito nellostatuto, eletti dai singoli consigli dei comuni associati tra ipropri componenti, garantendo la rappresentanza delle minoranze eassicurando la rappresentanza di ogni comune»; b) il comma 4 e’ sostituito dal seguente: «4. L’unione ha potesta’ statutaria e regolamentare e ad essa siapplicano, in quanto compatibili e non derogati con le disposizionidella legge recante disposizioni sulle citta’ metropolitane, sulleprovince, sulle unioni e fusioni di comuni, i principi previsti perl’ordinamento dei comuni, con particolare riguardo allo status degliamministratori, all’ordinamento finanziario e contabile, al personalee all’organizzazione. Lo statuto dell’unione stabilisce le modalita’di funzionamento degli organi e ne disciplina i rapporti. In fase diprima istituzione lo statuto dell’unione e’ approvato dai consiglidei comuni partecipanti e le successive modifiche sono approvate dalconsiglio dell’unione»; c) dopo il comma 5-bis e’ inserito il seguente: «5-ter. Il presidente dell’unione di comuni si avvale delsegretario di un comune facente parte dell’unione, senza che cio’comporti l’erogazione di ulteriori indennita’ e, comunque, senzanuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Sono fatti salvi gliincarichi per le funzioni di segretario gia’ affidati ai dipendentidelle unioni o dei comuni anche ai sensi del comma 557 dell’articolo1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Ai segretari delle unioni dicomuni si applicano le disposizioni dell’articolo 8 della legge 23marzo 1981, n. 93, e successive modificazioni». 106. Per quanto non previsto dai commi 3, 4 e 5-ter dell’articolo32 del testo unico, come modificati dal comma 105, lo statutodell’unione di comuni deve altresi’ rispettare i principi diorganizzazione e di funzionamento e le soglie demografiche minimeeventualmente disposti con legge regionale e assicurare la coerenzacon gli ambiti territoriali dalle medesime previsti. 107. All’articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78,convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, esuccessive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 28-bis e’ sostituito dal seguente: «28-bis. Per le unioni di cui al comma 28 si applica l’articolo 32del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,e successive modificazioni»; b) il comma 31 e’ sostituito dal seguente: «31. Il limite demografico minimo delle unioni e delle convenzionidi cui al presente articolo e’ fissato in 10.000 abitanti, ovvero in3.000 abitanti se i comuni appartengono o sono appartenuti acomunita’ montane, fermo restando che, in tal caso, le unioni devonoessere formate da almeno tre comuni, e salvi il diverso limitedemografico ed eventuali deroghe in ragione di particolari condizioniterritoriali, individuati dalla regione. Il limite non si applicaalle unioni di comuni gia’ costituite». 108. Tutte le cariche nell’unione sono esercitate a titologratuito. 109. Per il primo mandato amministrativo, agli amministratori delnuovo comune nato dalla fusione di piu’ comuni cui hanno preso partecomuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e agliamministratori delle unioni di comuni comprendenti comuni conpopolazione inferiore a 5.000 abitanti si applicano le disposizioniin materia di ineleggibilita’, incandidabilita’, inconferibilita’ eincompatibilita’ previste dalla legge per i comuni con popolazioneinferiore a 5.000 abitanti. 110. Le seguenti attivita’ possono essere svolte dalle unioni dicomuni in forma associata anche per i comuni che le costituiscono,con le seguenti modalita': a) le funzioni di responsabile anticorruzione sono svolte da unfunzionario nominato dal presidente dell’unione tra i funzionaridell’unione e dei comuni che la compongono; b) le funzioni di responsabile per la trasparenza sono svolte da unfunzionario nominato dal presidente dell’unione tra i funzionaridell’unione e dei comuni che la compongono; c) le funzioni dell’organo di revisione, per le unioni formate dacomuni che complessivamente non superano 10.000 abitanti, sono svolteda un unico revisore e, per le unioni che superano tale limite, da uncollegio di revisori; d) le funzioni di competenza dell’organo di valutazione e dicontrollo di gestione sono attribuite dal presidente dell’unione,sulla base di apposito regolamento approvato dall’unione stessa. 111. Il presidente dell’unione di comuni, ove previsto dallostatuto, svolge le funzioni attribuite al sindaco dall’articolo 2della legge 7 marzo 1986, n. 65, nel territorio dei comuni che hannoconferito all’unione la funzione fondamentale della poliziamunicipale. 112. Qualora i comuni appartenenti all’unione conferiscanoall’unione la funzione della protezione civile, all’unione spettanol’approvazione e l’aggiornamento dei piani di emergenza di cuiall’articolo 15, commi 3-bis e 3-ter, della legge 24 febbraio 1992,n. 225, nonche’ le connesse attivita’ di prevenzione eapprovvigionamento, mentre i sindaci dei comuni restano titolaridelle funzioni di cui all’articolo 15, comma 3, della predetta leggen. 225 del 1992. 113. Le disposizioni di cui all’articolo 57, comma 1, lettera b),del codice di procedura penale, e di cui all’articolo 5, comma 1,della legge 7 marzo 1986, n. 65, relative all’esercizio dellefunzioni di polizia giudiziaria nell’ambito territoriale diappartenenza del personale della polizia municipale, si intendonoriferite, in caso di esercizio associato delle funzioni di poliziamunicipale mediante unione di comuni, al territorio dei comuni in cuil’unione esercita le funzioni stesse. 114. In caso di trasferimento di personale dal comune all’unione dicomuni, le risorse gia’ quantificate sulla base degli accordidecentrati e destinate nel precedente anno dal comune a finanziareistituti contrattuali collettivi ulteriori rispetto al trattamentoeconomico fondamentale, confluiscono nelle corrispondenti risorsedell’unione. 115. Le disposizioni normative previste per i piccoli comuni siapplicano alle unioni composte da comuni con popolazione inferiore a5.000 abitanti. 116. In caso di fusione di uno o piu’ comuni, fermo restando quantoprevisto dall’articolo 16 del testo unico, il comune risultante dallafusione adotta uno statuto che puo’ prevedere anche forme particolaridi collegamento tra il nuovo comune e le comunita’ che appartenevanoai comuni oggetto della fusione. 117. L’articolo 15, comma 2, del testo unico e’ sostituito dalseguente: «2. I comuni che hanno dato avvio al procedimento di fusione aisensi delle rispettive leggi regionali possono, anche primadell’istituzione del nuovo ente, mediante approvazione di testoconforme da parte di tutti i consigli comunali, definire lo statutoche entrera’ in vigore con l’istituzione del nuovo comune e rimarra’vigente fino alle modifiche dello stesso da parte degli organi delnuovo comune istituito. Lo statuto del nuovo comune dovra’ prevedereche alle comunita’ dei comuni oggetto della fusione siano assicurateadeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi». 118. Al comune istituito a seguito di fusione tra comuni aventiciascuno meno di 5.000 abitanti si applicano, in quanto compatibili,le norme di maggior favore, incentivazione e semplificazione previsteper i comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti e per leunioni di comuni. 119. I comuni istituiti a seguito di fusione possono utilizzare imargini di indebitamento consentiti dalle norme vincolistiche inmateria a uno o piu’ dei comuni originari e nei limiti degli stessi,anche nel caso in cui dall’unificazione dei bilanci non risultinoulteriori possibili spazi di indebitamento per il nuovo ente. 120. Il commissario nominato per la gestione del comune derivanteda fusione e’ coadiuvato, fino all’elezione dei nuovi organi, da uncomitato consultivo composto da coloro che, alla data dell’estinzionedei comuni, svolgevano le funzioni di sindaco e senza maggiori oneriper la finanza pubblica. Il comitato e’ comunque consultato sulloschema di bilancio e sull’eventuale adozione di varianti aglistrumenti urbanistici. Il commissario convoca periodicamente ilcomitato, anche su richiesta della maggioranza dei componenti, perinformare sulle attivita’ programmate e su quelle in corso. 121. Gli obblighi di esercizio associato di funzioni comunaliderivanti dal comma 28 dell’articolo 14 del decreto-legge 31 maggio2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio2010, n. 122, e successive modificazioni, si applicano ai comuniderivanti da fusione entro i limiti stabiliti dalla legge regionale,che puo’ fissare una diversa decorrenza o modularne i contenuti. Inmancanza di diversa normativa regionale, i comuni istituiti mediantefusione che raggiungono una popolazione pari o superiore a 3.000abitanti, oppure a 2.000 abitanti se appartenenti o appartenuti acomunita’ montane, e che devono obbligatoriamente esercitare lefunzioni fondamentali dei comuni, secondo quanto previsto dal citatocomma 28 dell’articolo 14, sono esentati da tale obbligo per unmandato elettorale. 122. I consiglieri comunali cessati per effetto dell’estinzione delcomune derivante da fusione continuano a esercitare, fino alla nominadei nuovi rappresentanti da parte del nuovo comune, gli incarichiesterni loro eventualmente attribuiti. Tutti i soggetti nominati dalcomune estinto per fusione in enti, aziende, istituzioni o altriorganismi continuano a esercitare il loro mandato fino alla nominadei successori. 123. Le risorse destinate, nell’anno di estinzione del comune, allepolitiche di sviluppo delle risorse umane e alla produttivita’ delpersonale di cui al contratto collettivo nazionale di lavoro relativoal comparto regioni e autonomie locali del 1º aprile 1999, pubblicatonel supplemento ordinario n. 81 alla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24aprile 1999, dei comuni oggetto di fusione confluiscono, per l’interoimporto, a decorrere dall’anno di istituzione del nuovo comune, in ununico fondo del nuovo comune avente medesima destinazione. 124. Salva diversa disposizione della legge regionale: a) tutti gli atti normativi, i piani, i regolamenti, gli strumentiurbanistici e i bilanci dei comuni oggetto della fusione vigenti alladata di estinzione dei comuni restano in vigore, con riferimento agliambiti territoriali e alla relativa popolazione dei comuni che lihanno approvati, fino alla data di entrata in vigore deicorrispondenti atti del commissario o degli organi del nuovo comune; b) alla data di istituzione del nuovo comune, gli organi direvisione contabile dei comuni estinti decadono. Fino alla nominadell’organo di revisione contabile del nuovo comune le funzioni sonosvolte provvisoriamente dall’organo di revisione contabile in carica,alla data dell’estinzione, nel comune di maggiore dimensionedemografica; c) in assenza di uno statuto provvisorio, fino alla data di entratain vigore dello statuto e del regolamento di funzionamento delconsiglio comunale del nuovo comune si applicano, in quantocompatibili, le disposizioni dello statuto e del regolamento difunzionamento del consiglio comunale del comune di maggioredimensione demografica tra quelli estinti. 125. Il comune risultante da fusione: a) approva il bilancio di previsione, in deroga a quanto previstodall’articolo 151, comma 1, del testo unico, entro novanta giornidall’istituzione o dal diverso termine di proroga eventualmenteprevisto per l’approvazione dei bilanci e fissato con decreto delMinistro dell’interno; b) ai fini dell’applicazione dell’articolo 163 del testo unico, perl’individuazione degli stanziamenti dell’anno precedente assume comeriferimento la sommatoria delle risorse stanziate nei bilancidefinitivamente approvati dai comuni estinti; c) approva il rendiconto di bilancio dei comuni estinti, se questinon hanno gia’ provveduto, e subentra negli adempimenti relativi allecertificazioni del patto di stabilita’ e delle dichiarazioni fiscali. 126. Ai fini di cui all’articolo 37, comma 4, del testo unico, lapopolazione del nuovo comune corrisponde alla somma delle popolazionidei comuni estinti. 127. Dalla data di istituzione del nuovo comune e fino allascadenza naturale resta valida, nei documenti dei cittadini e delleimprese, l’indicazione della residenza con riguardo ai riferimentidei comuni estinti. 128. L’istituzione del nuovo comune non priva i territori deicomuni estinti dei benefici che a essi si riferiscono, stabiliti inloro favore dall’Unione europea e dalle leggi statali. Iltrasferimento della proprieta’ dei beni mobili e immobili dai comuniestinti al nuovo comune e’ esente da oneri fiscali. 129. Nel nuovo comune istituito mediante fusione possono essereconservati distinti codici di avviamento postale dei comunipreesistenti. 130. I comuni possono promuovere il procedimento di incorporazionein un comune contiguo. In tal caso, fermo restando il procedimentoprevisto dal comma 1 dell’articolo 15 del testo unico, il comuneincorporante conserva la propria personalita’, succede in tutti irapporti giuridici al comune incorporato e gli organi di quest’ultimodecadono alla data di entrata in vigore della legge regionale diincorporazione. Lo statuto del comune incorporante prevede che allecomunita’ del comune cessato siano assicurate adeguate forme dipartecipazione e di decentramento dei servizi. A tale scopo lostatuto e’ integrato entro tre mesi dalla data di entrata in vigoredella legge regionale di incorporazione. Le popolazioni interessatesono sentite ai fini dell’articolo 133 della Costituzione mediantereferendum consultivo comunale, svolto secondo le disciplineregionali e prima che i consigli comunali deliberino l’avvio dellaprocedura di richiesta alla regione di incorporazione. Nel caso diaggregazioni di comuni mediante incorporazione e’ data facolta’ dimodificare anche la denominazione del comune. Con legge regionalesono definite le ulteriori modalita’ della procedura di fusione perincorporazione. 131. Le regioni, nella definizione del patto di stabilita’verticale, possono individuare idonee misure volte a incentivare leunioni e le fusioni di comuni, fermo restando l’obiettivo di finanzapubblica attribuito alla medesima regione. 132. I comuni risultanti da una fusione, ove istituiscano municipi,possono mantenere tributi e tariffe differenziati per ciascuno deiterritori degli enti preesistenti alla fusione, non oltre l’ultimoesercizio finanziario del primo mandato amministrativo del nuovocomune. 133. I comuni risultanti da una fusione hanno tempo tre annidall’istituzione del nuovo comune per adeguarsi alla normativavigente che prevede l’omogeneizzazione degli ambiti territorialiottimali di gestione e la razionalizzazione della partecipazione aconsorzi, aziende e societa’ pubbliche di gestione, salve diversedisposizioni specifiche di maggior favore. 134. Per l’anno 2014, e’ data priorita’ nell’accesso alle risorsedi cui all’articolo 18, comma 9, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,ai progetti presentati dai comuni istituiti per fusione nonche’ aquelli presentati dalle unioni di comuni. 135. All’articolo 16, comma 17, del decreto-legge 13 agosto 2011,n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,n. 148, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti: «a) per i comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti, ilconsiglio comunale e’ composto, oltre che dal sindaco, da dieciconsiglieri e il numero massimo degli assessori e’ stabilito in due; b) per i comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 10.000abitanti, il consiglio comunale e’ composto, oltre che dal sindaco,da dodici consiglieri e il numero massimo di assessori e’ stabilitoin quattro»; b) le lettere c) e d) sono abrogate. 136. I comuni interessati dalla disposizione di cui al comma 135provvedono, prima di applicarla, a rideterminare con propri atti glioneri connessi con le attivita’ in materia di status degliamministratori locali, di cui al titolo III, capo IV, della parteprima del testo unico, al fine di assicurare l’invarianza dellarelativa spesa in rapporto alla legislazione vigente, previaspecifica attestazione del collegio dei revisori dei conti. 137. Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000abitanti, nessuno dei due sessi puo’ essere rappresentato in misurainferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico. 138. Ai comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti non siapplicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 51 deltesto unico; ai sindaci dei medesimi comuni e’ comunque consentito unnumero massimo di tre mandati. 139. All’articolo 13, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 13agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14settembre 2011, n. 148, le parole: «5.000 abitanti» sono sostituitedalle seguenti: «15.000 abitanti». 140. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro un anno dalla datadi entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministrodell’interno e del Ministro per gli affari regionali, di concerto conil Ministro dell’economia e delle finanze, un decreto legislativorecante la disciplina organica delle disposizioni concernenti ilcomune di Campione d’Italia, secondo le modalita’ e i principi e icriteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997,n. 59, e successive modificazioni, nonche’ nel rispetto del seguenteprincipio e criterio direttivo: riordino delle specialita’ presentinelle disposizioni vigenti in ragione della collocazione territorialeseparata del predetto comune e della conseguente peculiare realta’istituzionale, socio-economica, urbanistica, valutaria, sanitaria,doganale, fiscale e finanziaria. 141. Dall’attuazione del comma 140 non devono derivare nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica. 142. All’articolo 1, comma 1, e all’articolo 2, comma 1, dellalegge 7 giugno 1991, n. 182, e successive modificazioni, le parole:«e provinciali» sono soppresse. 143. Il comma 115 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n.228, e’ abrogato. 144. Le regioni sono tenute ad adeguare la propria legislazionealle disposizioni della presente legge entro dodici mesi dalla datadella sua entrata in vigore. 145. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, le regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia eSardegna e la Regione siciliana adeguano i propri ordinamenti interniai principi della medesima legge. Le disposizioni di cui ai commi da104 a 141 sono applicabili nelle regioni a statuto specialeTrentino-Alto Adige e Valle d’Aosta compatibilmente con le norme deirispettivi statuti e con le relative norme di attuazione, anche conriferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. 146. Con riferimento alle citta’ metropolitane e alle provincetrasformate ai sensi della presente legge, fino a una revisione delpatto di stabilita’ che tenga conto delle funzioni a esse attribuite,i nuovi enti sono tenuti a conseguire gli obiettivi di finanzapubblica assegnati alle province di cui alla legislazione previgenteovvero alle quali subentrano. 147. Fermi restando gli interventi di riduzione organizzativa e gliobiettivi complessivi di economicita’ e di revisione della spesaprevisti dalla legislazione vigente, il livello provinciale e dellecitta’ metropolitane non costituisce ambito territoriale obbligatorioo di necessaria corrispondenza per l’organizzazione periferica dellepubbliche amministrazioni. Conseguentemente le pubblicheamministrazioni riorganizzano la propria rete periferica individuandoambiti territoriali ottimali di esercizio delle funzioni nonobbligatoriamente corrispondenti al livello provinciale o dellacitta’ metropolitana. La riorganizzazione avviene secondo pianiadottati dalle pubbliche amministrazioni entro sei mesi dalla data dientrata in vigore della presente legge; i piani sono comunicati alMinistero dell’economia e delle finanze, al Ministero dell’internoper il coordinamento della logistica sul territorio, al Commissarioper la revisione della spesa e alle Commissioni parlamentaricompetenti per materia e per i profili finanziari. I piani indicano irisparmi attesi dalla riorganizzazione nel successivo triennio.Qualora le amministrazioni statali o gli enti pubblici nazionali nonpresentino i predetti piani nel termine indicato, il Presidente delConsiglio dei ministri nomina, senza nuovi o maggiori oneri per ilbilancio dello Stato, un commissario per la redazione del piano. 148. Le disposizioni della presente legge non modificano l’assettoterritoriale degli ordini, dei collegi professionali e dei relativiorganismi nazionali previsto dalle rispettive leggi istitutive,nonche’ delle camere di commercio, industria, artigianato eagricoltura. 149. Al fine di procedere all’attuazione di quanto previstodall’articolo 9 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito,con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nonche’ peraccompagnare e sostenere l’applicazione degli interventi di riformadi cui alla presente legge, il Ministro per gli affari regionalipredispone, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigoredella presente legge e senza nuovi o maggiori oneri per la finanzapubblica, appositi programmi di attivita’ contenenti modalita’operative e altre indicazioni finalizzate ad assicurare, ancheattraverso la nomina di commissari, il rispetto dei termini previstiper gli adempimenti di cui alla presente legge e la verifica deirisultati ottenuti. Su proposta del Ministro per gli affariregionali, con accordo sancito nella Conferenza unificata, sonostabilite le modalita’ di monitoraggio sullo stato di attuazionedella riforma. 150. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovio maggiori oneri per la finanza pubblica. 151. La presente legge entra in vigore il giorno successivo aquello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

risponde alla somma delle popolazionidei comuni estinti. 127. Dalla data di istituzione del nuovo comune e fino allascadenza naturale resta valida, nei documenti dei cittadini e delleimprese, l’indicazione della residenza con riguardo ai riferimentidei comuni estinti. 128. L’istituzione del nuovo comune non priva i territori deicomuni estinti dei benefici che a essi si riferiscono, stabiliti inloro favore dall’Unione europea e dalle leggi statali. Iltrasferimento della proprieta’ dei beni mobili e immobili dai comuniestinti al nuovo comune e’ esente da oneri fiscali. 129. Nel nuovo comune istituito mediante fusione possono essereconservati distinti codici di avviamento postale dei comunipreesistenti. 130. I comuni possono promuovere il procedimento di incorporazionein un comune contiguo. In tal caso, fermo restando il procedimentoprevisto dal comma 1 dell’articolo 15 del testo unico, il comuneincorporante conserva la propria personalita’, succede in tutti irapporti giuridici al comune incorporato e gli organi di quest’ultimodecadono alla data di entrata in vigore della legge regionale diincorporazione. Lo statuto del comune incorporante prevede che allecomunita’ del comune cessato siano assicurate adeguate forme dipartecipazione e di decentramento dei servizi. A tale scopo lostatuto e’ integrato entro tre mesi dalla data di entrata in vigoredella legge regionale di incorporazione. Le popolazioni interessatesono sentite ai fini dell’articolo 133 della Costituzione mediantereferendum consultivo comunale, svolto secondo le disciplineregionali e prima che i consigli comunali deliberino l’avvio dellaprocedura di richiesta alla regione di incorporazione. Nel caso diaggregazioni di comuni mediante incorporazione e’ data facolta’ dimodificare anche la denominazione del comune. Con legge regionalesono definite le ulteriori modalita’ della procedura di fusione perincorporazione. 131. Le regioni, nella definizione del patto di stabilita’verticale, possono individuare idonee misure volte a incentivare leunioni e le fusioni di comuni, fermo restando l’obiettivo di finanzapubblica attribuito alla medesima regione. 132. I comuni risultanti da una fusione, ove istituiscano municipi,possono mantenere tributi e tariffe differenziati per ciascuno deiterritori degli enti preesistenti alla fusione, non oltre l’ultimoesercizio finanziario del primo mandato amministrativo del nuovocomune. 133. I comuni risultanti da una fusione hanno tempo tre annidall’istituzione del nuovo comune per adeguarsi alla normativavigente che prevede l’omogeneizzazione degli ambiti territorialiottimali di gestione e la razionalizzazione della partecipazione aconsorzi, aziende e societa’ pubbliche di gestione, salve diversedisposizioni specifiche di maggior favore. 134. Per l’anno 2014, e’ data priorita’ nell’accesso alle risorsedi cui all’articolo 18, comma 9, del decreto-legge 21 giugno 2013, n.69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98,ai progetti presentati dai comuni istituiti per fusione nonche’ aquelli presentati dalle unioni di comuni. 135. All’articolo 16, comma 17, del decreto-legge 13 agosto 2011,n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,n. 148, sono apportate le seguenti modificazioni: a) le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti: «a) per i comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti, ilconsiglio comunale e’ composto, oltre che dal sindaco, da dieciconsiglieri e il numero massimo degli assessori e’ stabilito in due; b) per i comuni con popolazione superiore a 3.000 e fino a 10.000abitanti, il consiglio comunale e’ composto, oltre che dal sindaco,da dodici consiglieri e il numero massimo di assessori e’ stabilitoin quattro»; b) le lettere c) e d) sono abrogate. 136. I comuni interessati dalla disposizione di cui al comma 135provvedono, prima di applicarla, a rideterminare con propri atti glioneri connessi con le attivita’ in materia di status degliamministratori locali, di cui al titolo III, capo IV, della parteprima del testo unico, al fine di assicurare l’invarianza dellarelativa spesa in rapporto alla legislazione vigente, previaspecifica attestazione del collegio dei revisori dei conti. 137. Nelle giunte dei comuni con popolazione superiore a 3.000abitanti, nessuno dei due sessi puo’ essere rappresentato in misurainferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico. 138. Ai comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti non siapplicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell’articolo 51 deltesto unico; ai sindaci dei medesimi comuni e’ comunque consentito unnumero massimo di tre mandati. 139. All’articolo 13, comma 3, primo periodo, del decreto-legge 13agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14settembre 2011, n. 148, le parole: «5.000 abitanti» sono sostituitedalle seguenti: «15.000 abitanti». 140. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro un anno dalla datadi entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministrodell’interno e del Ministro per gli affari regionali, di concerto conil Ministro dell’economia e delle finanze, un decreto legislativorecante la disciplina organica delle disposizioni concernenti ilcomune di Campione d’Italia, secondo le modalita’ e i principi e icriteri direttivi di cui all’articolo 20 della legge 15 marzo 1997,n. 59, e successive modificazioni, nonche’ nel rispetto del seguenteprincipio e criterio direttivo: riordino delle specialita’ presentinelle disposizioni vigenti in ragione della collocazione territorialeseparata del predetto comune e della conseguente peculiare realta’istituzionale, socio-economica, urbanistica, valutaria, sanitaria,doganale, fiscale e finanziaria. 141. Dall’attuazione del comma 140 non devono derivare nuovi omaggiori oneri per la finanza pubblica. 142. All’articolo 1, comma 1, e all’articolo 2, comma 1, dellalegge 7 giugno 1991, n. 182, e successive modificazioni, le parole:«e provinciali» sono soppresse. 143. Il comma 115 dell’articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n.228, e’ abrogato. 144. Le regioni sono tenute ad adeguare la propria legislazionealle disposizioni della presente legge entro dodici mesi dalla datadella sua entrata in vigore. 145. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dellapresente legge, le regioni a statuto speciale Friuli-Venezia Giulia eSardegna e la Regione siciliana adeguano i propri ordinamenti interniai principi della medesima legge. Le disposizioni di cui ai commi da104 a 141 sono applicabili nelle regioni a statuto specialeTrentino-Alto Adige e Valle d’Aosta compatibilmente con le norme deirispettivi statuti e con le relative norme di attuazione, anche conriferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. 146. Con riferimento alle citta’ metropolitane e alle provincetrasformate ai sensi della presente legge, fino a una revisione delpatto di stabilita’ che tenga conto delle funzioni a esse attribuite,i nuovi enti sono tenuti a conseguire gli obiettivi di finanzapubblica assegnati alle province di cui alla legislazione previgenteovvero alle quali subentrano. 147. Fermi restando gli interventi di riduzione organizzativa e gliobiettivi complessivi di economicita’ e di revisione della spesaprevisti dalla legislazione vigente, il livello provinciale e dellecitta’ metropolitane non costituisce ambito territoriale obbligatorioo di necessaria corrispondenza per l’organizzazione periferica dellepubbliche amministrazioni. Conseguentemente le pubblicheamministrazioni riorganizzano la propria rete periferica individuandoambiti territoriali ottimali di esercizio delle funzioni nonobbligatoriamente corrispondenti al livello provinciale o dellacitta’ metropolitana. La riorganizzazione avviene secondo pianiadottati dalle pubbliche amministrazioni entro sei mesi dalla data dientrata in vigore della presente legge; i piani sono comunicati alMinistero dell’economia e delle finanze, al Ministero dell’internoper il coordinamento della logistica sul territorio, al Commissarioper la revisione della spesa e alle Commissioni parlamentaricompetenti per materia e per i profili finanziari. I piani indicano irisparmi attesi dalla riorganizzazione nel successivo triennio.Qualora le amministrazioni statali o gli enti pubblici nazionali nonpresentino i predetti piani nel termine indicato, il Presidente delConsiglio dei ministri nomina, senza nuovi o maggiori oneri per ilbilancio dello Stato, un commissario per la redazione del piano. 148. Le disposizioni della presente legge non modificano l’assettoterritoriale degli ordini, dei collegi professionali e dei relativiorganismi nazionali previsto dalle rispettive leggi istitutive,nonche’ delle camere di commercio, industria, artigianato eagricoltura. 149. Al fine di procedere all’attuazione di quanto previstodall’articolo 9 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito,con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, nonche’ peraccompagnare e sostenere l’applicazione degli interventi di riformadi cui alla presente legge, il Ministro per gli affari regionalipredispone, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigoredella presente legge e senza nuovi o maggiori oneri per la finanzapubblica, appositi programmi di attivita’ contenenti modalita’operative e altre indicazioni finalizzate ad assicurare, ancheattraverso la nomina di commissari, il rispetto dei termini previstiper gli adempimenti di cui alla presente legge e la verifica deirisultati ottenuti. Su proposta del Ministro per gli affariregionali, con accordo sancito nella Conferenza unificata, sonostabilite le modalita’ di monitoraggio sullo stato di attuazionedella riforma. 150. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovio maggiori oneri per la finanza pubblica. 151. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

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