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Gratuito patrocinio e falsa dichiarazione dei redditi

Gratuito patrocinio e falsa dichiarazione dei redditi

Cassazione  Sentenza 25409/12

Il caso trattato dalla Suprema Corte riguardava una donna che, inizialmente ammessa al gratuito pratrocinio a spese delle Stato, per un processo che la riguardava, si è vista poi revocare d’ufficio il provvedimento di ammissione dal Tribunale, su richiesta dell’Agenzia dell’Entrate, perchè i redditi dell’imputata risultavano essere superiori al limite stabilito per ottenere il predetto beneficio.

Per la donna «il giudice non avrebbe dovuto tener conto del reddito dichiarato nell’anno precedente in quanto non più corrispondente alla realtà» e quindi, spiega ai giudici di Piazza Cavour che il giudice doveva tener conto del fatto che era stata licenziata dopo la presentazione dell’ultima dichiarazione dei redditi e prima della presentazione dell’istanza di ammissione al gratuito patrocinio.

La Cassazione ne approfitta per mettere in chiaro alcune situazioni relative al gratuito patrocinio e in particolare, con la sentenza n. 25409/2012 definisce la questione osservando che il principio di diritto evocato dalla donna «secondo cui in tema di patrocinio a spese dello Stato, sono rilevanti le variazioni di reddito, intervenute successivamente alla presentazione della dichiarazione dei redditi, le quali comportino un ammontare inferiore al reddito già indicato» non risulta pertinente al caso di specie.

La questione che interessa alla Corte riguarda altro. Infatti ciò su cio si concentra la sentenza è concentrato principalmente sul fatto che è stata presentata una dichiarazione non corrispondente o meglio l’imputata aveva reso una dichiarazione rivelatasi oggettivamente non corrispondente alla sua effettiva situazione reddituale.

Nonostante fossero ininfluenti le alterazioni commesse dalla donna per i giudici con l’ermellino questa non ha diritto al gratuito patrocinio.

I giudici del Palazzaccio rigettano dunque il ricorso presentato dalla donna (condannandola anche al pagamento delle spese) e ribadiscono che «l’inganno potenziale della falsa attestazione di dati necessari per determinare al momento dell’istanza le condizioni di reddito, sussiste quand’anche le alterazioni od omissioni di fatti veri risultino poi ininfluenti per il superamento del limite di reddito, previsto dalla legge per l’ammissione al beneficio».

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About Avv. Giuseppe Tripodi (1619 Articles)
Ideatore e fondatore di questo blog, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Palmi e all'Ilustre Colegio de Abogados de Madrid; Sono appassionato di diritto e di fotografia e il mio motto è ... " il talento non è mai stato d'ostacolo al successo... "
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