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Il si della Cassazione per gli avvocati stabiliti

La Cassazione, con sentenza n. 28340 esclude qualunque possibilità, per gli Ordini e per il CNF, di derogare a quanto previsto dalle norme comunitarie in merito all’esercizio della professione. Per la Cassazione si può avere il riconoscimento immediato della qualifica professionale con la procedura indicata dalla Direttiva 5/36/Ce attuata dal Dlgs 115/92 oppure si può optare per la procedura di stabilimento-integrazione di cui alla Direttiva 98/5/Ce attuata col Dlgs 96/2001. In quest’ultimo caso l’iscrizione nella sezione speciale degli avvocati comunitari stabiliti è subordfinata soltanto alla prova presso la corrispondente autorità di un altro Stato membro. Questo procedimento non è immediato in quanto si dovrà agire d’intesa con un avvocato iscritto all’albo italiano e lavorare, effettivamente, per un periodo di tre anni in Italia prima di avere il riconoscimento del titolo e il conseguimento della qualifica. Continua la Cassazione dicendo che “quanto va bene al legislatore e al giudice comunitario non può essere messo in discussione dagli ordini professionali né integrato con i desiderata del Consiglio nazionale forense”, pertanto, l’ Ordine non può negare l’iscrizione all’albo riservato agli avvocati comunitari stabiliti, al legale italiano che va a laurearsi in Spagna e poi torna per lavorare in patria.”

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About Avv. Giuseppe Tripodi (1574 Articles)
Ideatore e fondatore di questo blog, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Palmi e all'Ilustre Colegio de Abogados de Madrid; Sono appassionato di diritto e di fotografia e il mio motto è ... " il talento non è mai stato d'ostacolo al successo... "
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1 Comment on Il si della Cassazione per gli avvocati stabiliti

  1. L’ostacolo posto da parte del Cnf e dagli Ordini mi sembra esagerato visto che la situazione degli avvocati stabiliti riguarderebbe meno di 1000 persone in tutta Italia. Si doveva mettere un freno prima con le Università a numero chiuso in giurisprudenza oppure evitare che nascessero tutte queste fantomatiche scuole che lucrando incentivavano anche chi non ha un percorso di studi all’estero di tentare la via spagnola.
    In alcune parti d’Italia bisognava impedire che passasse l’esame il 98% degli iscritti… etc etc. senza accanirsi contro gli avvocati stabiliti che sono e restano pochi e che, nella maggior parte dei casi, hanno effettivamente un percorso di studi all’estero come ad esempio i tanto pubblicizzati progetti erasmus – socrates… che altrimenti non avrebbero alcun senso…
    Siamo in Europa … dell’Europa ci siamo presi tutto… soprattutto i debiti e quando si tratta di lavorare in tutta Europa si mettono paletti??? non credo sia corretto…. Ottima sentenza della Cassazione che ha chiarito una volta per tutte questa “triste” situazione…

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