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La falsa identità su internet puó costituire reato

Nomi “finti” su internet … Non c’é problema basta che ci sia corrispondenza tra lo pseudonimo e una reale identità.
Sull’argomento ha fatto chiarezza la Cassazione, con la recente sentenza 12479/12, dove ha precisato che rientra nel “reato di sostituzione di persona, la condotta di colui che crei e utilizzi un account di posta elettronica, attribuendosi falsamente le generalita’ di un diverso soggetto, inducendo in errore gli utenti della rete internet, nei confronti dei quali le false generalita’ siano declinate e con il fine di arrecare danno al soggetto le cui generalita’ siano state abusivamente spese”.

In particolare ha chiarito che “la partecipazione ad aste on line con l’uso di uno pseudonimo presuppone necessariamente che a tale pseudonimo corrisponda una reale identita’, accertabile on line da parte di tutti i soggetto con i quali vengono concluse le compravendite”. In sostanza è necessario al fine “di consentire la tutela delle controparti contrattuali nei confronti di eventuali inadempimenti”.
La terza sezione penale della Suprema Corte, si é occupata di questo tema a causa di un uomo che per partecipare a delle aste on-line usava uno pseudonimo che non corrispondeva alla sua reale identità ma a quello di una donna, inconsapevole intestataria dell’email e delle morosità per i pagamenti dei beni acquistati partecipando alle suddette aste in rete.
L’uomo ha tentato di difendersi cercando di dimostrare di aver usato i dati di quella donna solo per iscriversi al sito delle aste partecipando poi alle stesse con un nome di fantasia ma non c’è stato niente da fare, per la Corte
se si crea una casella di posta a nome di un’altra persona si commette reato.

 

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About Avv. Giuseppe Tripodi (1570 Articles)
Ideatore e fondatore di questo blog, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Palmi e all'Ilustre Colegio de Abogados de Madrid; Sono appassionato di diritto e di fotografia e il mio motto è ... " il talento non è mai stato d'ostacolo al successo... "
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11 Comments on La falsa identità su internet puó costituire reato

  1. Lucrezia // 2 maggio 2012 a 23:20 //

    Io ho avuto la brutta esperienza di scoprire il mio ex fidanzato che giocava a nascondersi dietro altre persone, con foto rubate a persone normali o famose della tv.
    Ho fatto la brutta scoperta su Facebook e penso lo abbia fatto e continua a fare questo sporco gioco tutt’oggi anche su altri siti.
    Penso che chi compie azioni del genere ha davvero seri problemi mentali.
    spero che le autorità competenti possano davvero risolvere questo schifo che gira in web.E che si possa totalmente salvaguardare e garantire la sicurezza della gente onesta che usa il web per lavoro o studio.
    Basta con questa vergogna.

    • Il fascino del “mistero” di internet è scomparso ed ha manifestato il suo squallido volto.
      Purtroppo la rete (quasi sempre) riesce a sviluppare la parte peggiore di noi e magari senza accorgerci di nulla ci trasforma non in quello che vorremmo essere ma in quello che non possiamo essere o fare.
      Sono finiti i tempi di mirc, quando si andava dentro un internet point vicino e al massimo si prendeva in giro la persona seduta nella postazione vicina. Non mi stupisco se le parole più ricercate nei motori di ricerca riguardano il sesso o se i siti più visitati trattano solo ed esclusivamente materiale pornografico. Ciò che mi preoccupa e che mi rattristisce molto è che siamo arrivati al punto di ricercare qualcosa che va oltre… Oltre il consentito. Se prima il sesso era tabù oggi non ci si fa più caso e molti vanno oltre verso quei territori ancora (per fortuna) vietati. Dai media abbiamo visto quanto sia facile “adescare” in chat minori e coinvolgerli (magari per una ricarica) in situazioni perverse e pericolose.
      Io resto del parere che si debba dare ai minori che adoperano la rete una adeguata informazione per saper affrontare anche queste situazioni.
      Poi ci sono quelle persone che hanno vite parallele… Etc.
      Mi dispiace molto che tu hai vissuto in prima persona una situazione spiacevole come quella che hai raccontato… Il mio consiglio è … Formatta questa triste storia e vai avanti…

      • Lucrezia // 3 maggio 2012 a 14:02 //

        Grazie davvero per l’incoraggiamento e complimenti davvero per le cose scritte molto critiche e sensate.
        Io vorrei ritornare a quei tempi quando tutto era semplice con un francobollo e una bella lettera cartacea, e che c’erano i libri a portata di mano ad alimentare il nostro sapere.
        Oggi per me è difficile per me accettare questa realtà così sporca e falsa, e mi creda sono molto insoddisfatta e non riesco a fidarmi della gente, proprio perchè vige molto l’idea delle doppie identità, specialmente nei maschetti molto adulti che vivono male la loro vita.
        il mio ex compagno, che ha 50 anni ama questo mondo strano fatto di doppie personalità, e la cosa che più mi indebolisce è il suo negare sempre.
        Ho sempre scoperto io le sue schifose azioni sul web, e mi creda tante volte sono stata tentata di segnalarlo alle forze dell’ordine. Ha giocato con i miei sentimenti,divertendosi alle mie spalle, assumendo identità diverse al fine di aprirsi e confidarsi,specie su argomenti molto intimi, con altre donne.
        Si immagini oggi il mio stato d’animo qual è e quante terapie psicologiche stia seguendo per riprendermi, ma mi creda è difficile, anche perchè lui riesce in qualche modo ad essere presente nella mia vita, continuando indirettamente a farmi del male.
        Distintamente Lucrezia.

        • Rimpiangere il passato non fa mai bene… il progresso entra nella nostra vita per migliorarla (almeno così dovrebbe essere) il problema non è il progresso ma l’utilizzo che ne facciamo. Oggi si chatta o si manda una mail per mantenere i contatti ieri lo si faceva con le lettere ma (permettimi di darti del tu) nessuno ti vieta di farlo ancora. Le lettere che mando per lavoro non fanno testo (sono più romantiche le mail) ma quelle che mi capita di leggere, perchè inviate da amici o scritte dai detenuti alla famiglia etc., riescono a farmi percepire l’affetto e l’amore che l’hanno composta, parola per parola, quasi come se la carta emanasse un profumo diverso.
          Tornando alla tua storia, ti consiglio di tagliare col passato, specie se è così doloroso come mi pare di capire. Non conosco il posto da cui scrivi altrimenti ti avrei consigliato di partecipare, senza impegno, giusto per avere qualche informazione in più sul tema, a degli incontri psicologici sulla dipendenza da internet. Mi è capitato di partecipare ad alcuni tenuti in varie zone d’Italia e devo dire che li ho trovati molto interessanti. Oltre a farti capire la patologia in sè riescono anche a suggerirti la strada da percorrere per superare questo scoglio non solo per chi ha la dipendenza ma anche per chi gli sta attorno.
          Questa chiacchierata mi ha dato un’idea… adesso convolgerò una mia amica psicologa (che in questo periodo è in giro proprio per promuovere un corso che tratta della dipendenza da internet) che forse ci chiarirà qualche aspetto importante sull’argomento.
          La invito subito a partecipare a questa discussione.

  2. Lucrezia // 3 maggio 2012 a 14:58 //

    Carissimo io scrivo dalla Sicilia e mi piacerebbe seguire delle terapie mirate o parlare con qualcuno che possa aiutarmi. Ti ringrazio davvero tanto per il tuo sostegno.

    • Figurati, ho trovato questa chiacchierata molto piacevole e interessante. La Sicilia è grande ma se stai nella parte tirrenica, forse posso suggerirti qualcosa. Magari in serata, se riesco, pubblico la locandina illustrativa di un corso che stanno tenendo alcuni amici psicologi a Reggio Calabria, magari ci fai un pensierino… in ogni caso ci sono i numeri per contattare la sede e chiedere informazioni per eventuali altri incontri che faranno vicino alle tue parti…

  3. ELENA BAGALA' // 3 maggio 2012 a 18:00 //

    Mi permetto di entrare nella vostra conversazione, in quanto esperta del mondo delle dipendenze tecnologiche e conosco a fondo cara Lucrezia la tua sofferenza e il tuo senso di frustrazione nel vivere accanto ad un soggetto che da come descrivi sembra a tutti gli effetti confermare una diagnosi di personalità dipendente in particolar modo di “Cyber-relation addiction”.A fine Maggio( 25-26-27) ci sarà un corso di formazione a Reggio Calabria che affronterà in maniera approfondita le dinamiche latenti presenti in soggetti affetti da Dipendenza, in particolar modo di “New Addiction”, ossia le nuove forme di dipendenza affettiva e relazionale. In situazioni del genere, Lucrezia, la cosa più importante da fare è prendere consapevolezza che c’è un problema serio, e chi sta accanto a soggetti dipendenti non deve commettere l’errore di credere di poterli aiutare, semplicemente stando accanto perchè inevitabilmente, si entra nel loro “circolo vizioso” diventandone paradossalmente complici.Nel caso tu voglia approfondire tali argomenti ti invio il link in cui troverai tutte le informazioni relative all’organizzazione didattica e alla specificità tematica del Corso dI Formazione. A presto!!

  4. Lucrezia, ti piace questo nuovo look?
    fammi sapere, ci tengo :)

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