Sentenze in evidenza

Misure di sicurezza e prevenzione patrimoniale antimafia

Misure di sicurezza e prevenzione patrimoniale antimafia
Suprema Corte di Cassazione VI Sezione Penale
Sentenza 30 gennaio – 11 marzo 2014, n. 11751
Presidente Garribba – Relatore Raddusa

Con la sentenza che si riporta la sesta sezione penale della Suprema Corte di cassazione, in materia di misure di prevenzione patrimoniale antimafia, ha posto un quesito alle Sezioni Unite affinchè si pronuncino sulla natura stessa della misura e chiarisca se debba essere considerata sanzione vera e propria oppure se si tratta di qualcosa assimilabile alle misure di sicurezza.

Nel caso di specie, veniva proposto il ricorso alla massima corte per impugnare il decreto della Corte di Appello di L’Aquila con il quale è stata data parziale conferma alla confisca di prevenzione, disposta dal Tribunale di Teramo, relativa a diverse utilità ritenute nella disponibilità delle ricorrenti.

Nei ricorsi si segnala che “la Corte territoriale avrebbe ritenuto di procedere ugualmente alla confisca in ragione della affermata retroattività delle disposizioni normative (leggi nn. 125/08 e 94/09) che hanno novellato la legge 575/65; ciò in considerazione della correlata equiparazione delle misure di prevenzione patrimoniale alle misure di sicurezza ex art 240 cp, con conseguente applicabilità alle stesse del dato normativo offerto dall’art. 200 stesso codice tanto da pervenire, in tal modo, all’ingiustificato ampliamento della platea dei soggetti destinatari della ablazione in prevenzione nonché all’aggressione di beni, quali quelli nella titolarità delle ricorrenti, acquistati precedentemente alla entrata in vigore di tali novità legislative“.

 

cassazione palazzo

 

La Procura Generale ha chiesto il rigetto dei ricorsi o in subordine rimettere alle SS.UU. l’evidenziato conflitto tra gli opposti orientamenti emersi in alcuni arresti di legittimità, espressamente richiamati, in punto alla retroattività delle sopra citate novelle legislative avuto riguardo in particolare, alla possibilità di procedere alla ablazione in prevenzione malgrado la non attualità della pericolosità sociale del proposto così da colpire acquisti non proporzionati alle relative disponibilità reddituali ed economiche posti in essere da soggetti il cui profilo di pericolosità (non più attuale) sarebbe emerso precedentemente alla entrata in vigore delle suddette innovazioni normative.

Il collegio, anche in considerazione dei profili di criticità sollevati dalla sentenza “Occhipinti” richiamata ha deciso per la rimessione della questione alle Sezioni Unite “avuto riguardo alla effettiva possibilità di procedere, secondo il consolidato orientamento espresso sul tema da questa Corte, alla equiparazione tra misure di sicurezza e misure di prevenzione patrimoniale una volta espunto, in esito alle novelle più volte citate, dai profili costitutivi della confisca di prevenzione, il requisito della attualità della pericolosità; questione cui sono peraltro immediatamente correlati gli ulteriori sviluppi interpretativi legati alla retroattività delle novelle oggetto di interesse in esito alla coerente individuazione della natura effettiva della confisca in disamina, nonchè quello del legame logico e temporale che deve intercorrere tra emergere della pericolosità e momento di acquisizione delle utilità da ablare“.

Articolo 240 Codice Penale
Confisca

Nel caso di condanna, il giudice può ordinare la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, e delle cose che ne sono il prodotto o il profitto [c.p.p. 676, 733 2, 316 e segg., 321 e segg., 86 disp. att. c.p.p.].
È sempre ordinata la confisca:
1) delle cose che costituiscono il prezzo del reato;
2) delle cose, la fabbricazione, l’uso, il porto, la detenzione e l’alienazione delle quali costituisce reato, anche se non è stata pronunciata condanna.
Le disposizioni della prima parte e del numero 1 del capoverso precedente non si applicano se la cosa appartiene a persona estranea al reato.
La disposizione del numero 2 non si applica se la cosa appartiene a persona estranea al reato e la fabbricazione, l’uso, il porto, la detenzione o l’alienazione possono essere consentiti mediante autorizzazione amministrativa [c.p.p. 676]

Articolo 200 Codice Penale
Applicabilità delle misure di sicurezza rispetto al tempo, al territorio e alle persone

Le misure di sicurezza sono regolate dalla legge in vigore al tempo della loro applicazione.
Se la legge del tempo in cui deve eseguirsi la misura di sicurezza è diversa, si applica la legge in vigore al tempo della esecuzione.
Le misure di sicurezza si applicano anche agli stranieri, che si trovano nel territorio dello Stato [4 2].
Tuttavia l’applicazione di misure di sicurezza allo straniero non impedisce l’espulsionedi lui dal territorio dello Stato, a norma delle leggi di pubblica sicurezza

Leggi il testo della sentenza

oppure cerca un altro argomento

Hai trovato questa pagina interessante? Condividila sui Social Network

About Avv. Giuseppe Tripodi (1587 Articles)
Ideatore e fondatore di questo blog, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Palmi e all'Ilustre Colegio de Abogados de Madrid; Sono appassionato di diritto e di fotografia e il mio motto è ... " il talento non è mai stato d'ostacolo al successo... "
Loading Facebook Comments ...
Loading Disqus Comments ...
Invia un articolo