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Vietata la pubblicità in strada, gli “studi legali” non sono “negozi”

Stop ai “negozi” del diritto. La Cassazione ha inibito agli avvocati di pubblicizzare la propria attività in strada utilizzando cartelli per sbandierare promozioni e condizioni vantaggiose. 
Per la Corte, un tale comportamento deve essere subito sanzionato da parte dell’Ordine degli Avvocati.
I giudici supremi hanno preso questa decisione accogliendo la posizione critica dell’Ordine forense, contro alcune espressioni un po’ troppo colorite utilizzate da alcuni professionisti che sponsorizzare il proprio esercizio per mezzo di spot pubblicitari rappresentavano in maniera commerciale e consumistica la consulenza legale, propio come se si trattasse di un vero e proprio negozio.
Con la sentenza n. 14368 del 10 agosto 2012, la Cassazione ha osservato che le espressioni usate dagli avvocati ricorrenti che, sulla base de decreto liberalizzazioni avevano avviato la campagna pubblicitaria censurata da parte dell’Ordine prima e dal CNF poi, non dava all’utente una informazione formale e razionale come vuole il codice deontologico degli avvocati ma cercava di far leva sul versante emotivo del possibile cliente.
L’avvocato non deve attirare il passante per strada attirandolo con promozioni vantaggiose e prezzi “stracciati”, esiste una grande differenza tra il “negozio” (espressione usata negli spot) e lo Studio Legale e, pertanto, equiparare (o confondere) le due cose configura un comportamento irrispettoso (nei confronti dell’Ordine) che deve essere sanzionato.

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About Avv. Giuseppe Tripodi (1574 Articles)
Ideatore e fondatore di questo blog, iscritto all'Ordine degli Avvocati di Palmi e all'Ilustre Colegio de Abogados de Madrid; Sono appassionato di diritto e di fotografia e il mio motto è ... " il talento non è mai stato d'ostacolo al successo... "
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