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Testo sentenza, violenza domestica, maltrattamenti, archiviazione, addebito, separazione

maltrattamenti in famiglia

Testo sentenza, violenza domestica, maltrattamenti, archiviazione, addebito, separazione
Corte di Cassazione, sezione VI Civile – 1
Ordinanza 2 dicembre 2014 – 6 marzo 2015, n. 4633
Presidente Di Palma – Relatore Dogliotti

Fatto e diritto

In un procedimento di separazione personale tra F.P. e M.O., la Corte d’Appello di Brescia con sentenza 20 luglio 2012} riformava la sentenza del Tribunale di Cremona, emessa il 20/09/2011, dichiarando l’addebito al marito e determinando l’assegno di mantenimento per la moglie in euro 400 mensili.

Ricorre per cassazione il marito.

Resiste con controricorso la moglie.

Entrambe le parti hanno depositato memoria difensiva.

Non si ravvisano violazioni di legge.

In sostanza il ricorrente propone profili e situazioni di fatto, insuscettibili di controllo in questa sede, a fronte di una sentenza caratterizzata da motivazione adeguata e non illogica.

Ritiene il giudice a quo che vi sia piena prova dell’addebito al marito, sulla base dell’istruttoria testimoniale. Anche se nessun teste ha assistito alle violenze, è vero che i parenti sono stati chiamati dalla moglie che lamentava violenze da parte del marito ; almeno in un caso, le furono riscontrate lesioni che essa assumeva essere dovute ad una caduta a seguito delle spinte del marito. Fu l’atteggiamento aggressivo del marito- continua la sentenza impugnata- a indurre la moglie a lasciare la casa coniugale .

Nulla aggiunge al contenuto del ricorso la memoria del ricorrente, che richiama una richiesta di archiviazione della Procura della Repubblica di Cremona rispetto a denuncia-querela della moglie per maltrattamenti, motivando sui disturbi di personalità della stessa, ciò che evidentemente non contraddice le risultanze dell’istruttoria espletata.

Quanto all’assegno, risulta che la moglie e disoccupata dal 2005, mentre il marito ha un reddito, svolgendo la professione di architetto ed e intestato di numerosi immobili. Così la sentenza impugnata.

Infine, in ordine alle spese, non si ravvisa alcun errore materiale o travisamento.

Tenuto conto dell’esito della causa, il Faccini e stato condannato integralmente alle spese giudiziali .

Va pertanto rigettato il ricorso.

Le spese seguono la soccombenza.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso; condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali che liquida in €. 2.100,00 comprensive di €. 100,00per esborsi; oltre spese forfettarie ed accessori di legge.

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