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Cassazione, controlli del fisco per tutti

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Cassazione, controlli del fisco per tutti
Corte di Cassazione Sezione Tributaria – Sentenza n. 8047 del 3 aprile 2013

In manteria di Fisco la Cassazione ha emesso una sentenza che certamente non farà piacere ad alcuni lavoratori, infatti, secondo quanto ha stabilito con la sentenza n. 8047 del 3 aprile 2013, l’amministrazione potrà imputare a reddito imponibile i movimenti effettuati sui conti dei contribuneti a presciendere dal tipo di attività svolta ovvero accertamenti bancari anche per chi non è un lavoratore autonomo.

In questo modo, tutti dovranno giustificare i versamenti che non rientrano nella dichiarazione dei redditi anche coloro che, fino a ieri, si sentivano meno soggetti a controlli in virtù dell’attività non autonoma svolta, da sempre meno colpita dai controlli.

La sezione tributaria della Suprema Corte, affrontando l’argomento, ha sancito che «l’art. 51 comma 2, n. 2) e 7), del dpr 26 ottobre 1972 n. 633 accorda all’ufficio, in tema di Iva, il potere di richiedere agli istituti di credito notizie dei movimenti sui conti bancari intrattenuti dal contribuente e di presumere la loro inerenza a operazioni imponibili, ove non si deduca e dimostri che i movimenti medesimi siano stati conteggiati nella dichiarazione annuale o siano ricollegabili ad atti non soggetti a tassazione».

Se ciò non bastasse, gli ermellini hanno anche precisato che «tale presunzione ha portata generale e riguarda le dichiarazioni dei redditi di qualsiasi contribuente, a prescindere dall’attività svolta».

Tutto quanto si traduce in questi termini: sarà il cittadino che dovrà dimostrare la provenienza del denaro esente dall’imposta (nel caso di specie l’IVA).

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