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Fideiussione e garanzie concesse a carico del pubblico Erario

sentenza n. 22157/2021

Giurisprudenza civile – Cassazione – Fideiussione Garanzie concesse dallo Stato o poste a carico dell’Erario in relazione a debiti di particolari categorie di soggetti – Natura di garanzia a prima richiesta – Esclusione – Principi applicabili – Conseguenze in tema di attivazione di tali garanzie – Sentenza n. 22157 del 03/08/2021

La terza sezione civile della Suprema Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22157 del 03/08/2021 che si riporta al link in fondo all’articolo, nell’interesse della legge ed ai sensi dell’art. 363, comma 3, c.p.c. ha affermato che “nel caso di garanzie concesse dallo Stato o poste comunque a carico del pubblico Erario da specifiche disposizioni di legge in relazione a debiti di particolari categorie di soggetti, esse, in difetto di elementi testuali in tal senso nella disciplina istitutiva della specifica provvidenza, non possono intendersi quale garanzia escutibile a prima richiesta ed in via autonoma; pertanto, trovano applicazione, in difetto di specifiche diverse espresse disposizioni, i principi generali in tema di garanzia quale prestazione accessoria, quali desunti dalla disciplina della fideiussione, sicché va ammessa l’attivazione della garanzia pubblica almeno previa una vana tempestiva diligente attivazione, ad opera del creditore, degli ordinari strumenti di tutela del credito a sua disposizione”.

Leggi la sentenza n. 22157/2021

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Articolo 363 Codice di procedura civile

Principio di diritto nel interesse della legge

Quando le parti non hanno proposto ricorso nei termini di legge o vi hanno rinunciato, ovvero quando il provvedimento non è ricorribile in cassazione e non è altrimenti impugnabile, il Procuratore generale presso la Corte di cassazione può chiedere che la Corte enunci nell’interesse della legge il principio di diritto al quale il giudice di merito avrebbe dovuto attenersi.

La richiesta del procuratore generale, contenente una sintetica esposizione del fatto e delle ragioni di diritto poste a fondamento dell’istanza, è rivolta al primo presidente, il quale può disporre che la Corte si pronunci a sezioni unite se ritiene che la questione è di particolare importanza.

Il principio di diritto può essere pronunciato dalla Corte anche d’ufficio, quando il ricorso proposto dalle parti è dichiarato inammissibile, se la Corte ritiene che la questione decisa è di particolare importanza.

La pronuncia della Corte non ha effetto sul provvedimento del giudice di merito.

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