Sentenze Cassazione

Cassazione, il divario economico dei coniugi incide sull’assegno

La prima sezione civile della Suprema Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.21818/2021 che si riporta al link in fondo all’articolo, ha esaminato un interessante caso in cui ha chiarito, ancora una volta, la natura assistenziale dell’assegno divorzile, dovendo garantire al destinatario “un livello reddituale adeguato al contributo fornito nella vita familiare in concreto, tenendo conto in particolare delle aspettative professionali sacrificate

Secondo gli ermellini “fermo restando che la funzione equilibratrice non è finalizzata alla ricostituzione del tenore di vita endoconiugale, ma al riconoscimento del ruolo e del contributo fornito dall’ex coniuge economicamente più debole alla formazione del patrimonio della famiglia e di quello personale dei coniugi“.

La vicenda che ha portato a questa pronuncia da parte dei giudici di Piazza Cavour nasce da una causa di separazione tra coniugi con richiesta di addebito da parte del marito nei confronti della moglie. Quest’ultima si costituiva in riconvenzionale per mancata consumazione e chiedeva la corresponsione di un assegno di €. 2.500,00  e il risarcimento dei danni per €. 300.000,00. 

Il Tribunale di Crotone si pronunciava sulla cessazione degli effetti civili del matrimonio determinando un assegno pari a €. 1.250,00 a carico del marito che veniva anche condannato al pagamento delle spese di lite ma respingeva la richiesta di addebito e anche quella di risarcimento del danno. 

In Appello veniva confermata la sentenza impugnata e, l’appellante veniva condannato anche al pagamento delle spese per il secondo grado di giudizio.  Si arriva dunque alla Cassazione. Di seguito il testo della sentenza : 

Cassazione I Sezione Civile – Sentenza n.21818-2021

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